giovedì 25 febbraio 2016

Il computer non si accende più, cosa fare?


Cosa fare quando il computer non si accende più. Il pc non si avvia. Cosa si fa? Quali sono le azioni da fare?


Il computer che non si accende più, purtroppo è un problema che spesso si verifica. Un evento del genere capita almeno una volta nella vita a chi utilizza un computer. In questa guida vedremo tutto quello che c’è da fare, le azioni da intraprende e le possibili cause, quando il computer non si accende più.
Cerchiamo di capire subito quali sono le cause possibili che impediscono il corretto avvio del computer, le soluzioni e le azioni da seguire per iniziare la cura a questo malfunzionamento.

Sintomi

Il pc non si avvia, quindi premendo il pulsante di accensione, cioè il tasto power, il pc non da cenni di vita. Premendo il pulsante power il pc non si accende, non si sentono rumori di ventole e nessun led si illumina.


Azioni preliminari

Controllate bene le prese di corrente, se usate una multipresa, controllate che essa funzioni ancora correttamente. Provate a collegare direttamente solo il pc alla presa di corrente e tentate l’avvio. Controllate che il cavo di alimentazione del pc sia ben connesso all’alimentatore (retro del case).
Se il problema non è risolto seguite il passo seguente

Possibili cause del problema

I motivi sembrerebber essere di tipo hardware. Quindi, purtroppo, le cause del problema potrebbero essere dovute al mal funzionamento di alcuni componenti del pc. I componenti che possono generare questo tipo di problema sono: processoreramalimentatore, scheda madre o scheda video, oppure un guasto allabatteria. Il monitor oscurato è veramente remota come possibilità ed inoltre se fosse dovuto al monitor guasto, all’avvio del pc si sentirebbero girare ventole e si vedrebbero led di accensione.

Verifiche veloci da fare

Un check veloce può essere quello della batteria. La soluzione più rapida e logica è tentare di avviare il computer senza batteria, collegandolo solamente con l’alimentatore (il caricabatteria). Oppure provare a sostituire la batteria con una nuova. La batteria si trova sulla scheda madre del pc, occorre aprire il case, svitanto il pannello di sinistra. La batteria tampone è facilmente individuabile e si trova sulla scheda madre. Vedere immagine in basso:
Se non è la batteria, la seconda cosa da verificare velocemente è la memoria ram, uno dei componenti più delicati. Se sulla scheda madre c’è più di un banco di ram, si può provare a staccare tutti i banchi di ram e provarne uno per volta a rotazione. Se sulla scheda madre c’è solo un banco di ram, il test non può essere eseguito, a meno che non avete a portata di mano un banco di ram dello stesso tipo che supporta la vostra scheda madre ed ovviamente funzionante.
Altro check veloce è quello di staccare tutte le periferiche collegate al pc: stampanti, tastiera, monitor, modem, mouse, altoparlanti, router ecc. Provare ad avviare il pc da solo e vedere se va.


Rimedi possibili e soluzioni

Nella maggior parte dei casi il “colpevole” è l’alimentatore del pc. L’alimentatore è un componente molto importante di un computer, anche se spesso sottovalutato. Questo componente ha il ruolo di alimentare tutti gli altri componenti del pc e solitamente se ci sono sbalzi di tensione è il primo componente a “saltare”. Per capire se funziona, occorre avere un tester, in grado di verificare la tensione uscente dai vari connettori.
Se non funziona, il passo successivo è chiaramente sostituire l’alimentatore. Nella maggior parte dei casi quando l’alimentatore si brucia, gli altri componenti, non dovrebbero aver subito danni. L’alimentatore in sostanza fa da scudo protettivo verso tutte le altre unità del pc.
Cambiare alimentatore non è un’operazione impossibile. Una volta smontato ed individuato l’alimentatore (la scatolina in cui viene inserito il cavo di alimentazione), bisogna individuare la potenza. Su pc ad uso domestico si usano solitamente alimentatori inferiori a 500w, su pc da gaming o configurazioni abbastanza spinte si va oltre. Capito il wattaggio dell’alimentatore potete acquistarne uno su Amazon ad esempio. Dico Amazon perchè si risparmia tantissimo rispetto ad un normale negozio. Ecco alcuni alimentatori che mi sento di consigliare, chiaramente scegliere il wattaggio a seconda della vostra configurazione pc.
Fonte: milleguide.com

venerdì 12 febbraio 2016

BILL GATES: LE OPPORTUNITÀ PER INVESTIRE IN FONDI

Risultati immagini per bill gates

Manca un mese all’atteso appuntamento di Parigi con la Cop 21 (30 novembre – 11 dicembre 2015), la Conferenza della Nazioni Unite dove 150 Paesi si interrogheranno ancora una volta sui mutamenti climatici. Alla vigilia del summit gli animi si sono surriscaldati tanto quanto il Pianeta. Così un accordo sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (Co2) che fino a poche settimane fa era dato per scontato adesso è tutto in salita. La ragione è che i Paesi del G77 – oltre 134 Stati in via di sviluppo – non si fidano degli impegni finanziari presi dai Paesi dell’Occidente: circa 100 miliardi di investimenti da qui al 2020.

 Il tema è proprio questo. Cosa accadrà tra 5 anni? Su questo si interroga anche Bill Gates, fondatore di Microsoft e filantropo con la sua Fondazione, in una lunga intervista sulla rivista Atlantic in cui affronta il problema del clima. “Abbiamo bisogno di un’innovazione che ci dia energia più economica degli idrocarburi, a zero emissioni e affidabile quanto il sistema energetico odierno” dice Gates. “Abbiamo bisogno di un miracolo energetico. Può sembrare scoraggiante, ma nella scienza i miracoli avvengono di continuo”.
Il fondatore di Microsoft, esattamente come i Paesi del G77, sa benissimo che è un fatto anche economico e non solo di volontà. Per questo ha promesso investimenti per 2 miliardi di dollari nella ricerca in campo energetico e si dice “ottimista” proprio grazie alle potenzialità dell’innovazione, che però va spinta con l’obiettivo di arrivare allo sviluppo di nuove tecnologie entro i prossimi 15 anni.
La sfida è contro il tempo per scongiurare che venga superato il limite internazionale di 2 gradi centigradi per l’aumento delle temperature. Perché non accada, secondo Gates, sia il settore pubblico sia quello privato dovranno incrementare notevolmente gli investimenti in ricerca e sviluppo. Allo stesso tempo è necessario aumentare le tasse sulle emissioni. “Senza una carbon tax considerevole, non ci sarà l’incentivo a passare alle energie pulite” dice Gates e auspica che già nel 2050 Paesi come gli Stati Uniti e la Cina – nella top 5 dei grandi inquinatori insieme con India, Giappone e Russia – smettano di aggiungere anidride carbonica all’aria, raggiungendo le emissioni zero.
Nella schiera degli attivisti pro clima, oltre a Gates, si sono iscritti un centinaio di accademici, figure di spicco della società civile mondiale come Desmond Tutu, Vivienne Westwood, Naomi Klein e Noam Chomsky assieme a molti altri referenti di realtà di movimento invitano i cittadini all’azione per chiedere un vero e proprio cambiamento strutturale. Insieme hanno firmato un appello “Stop Climate Crime” prodotto e diffuso da 350.org e Attac France.
In campo sono scese anche le industrie del Big Oil. Dieci manager delle principali società mondiali di settore tra cui BG Group, Bp, Eni, Pemex, Saudi Aramco, Shell, Sinopec e Total hanno lanciato il primo report “Più energia, meno emissioni” che ha messo nero su bianco l’impegno del settore verso un’energia a minor contenuto di Co2.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo una ricerca della Stanford University pubblicata sulla rivista Nature, il riscaldamento globale sta impoverendo il mondo a tal punto che il Prodotto interno lordo (Pil) globale nel 2100 sarà inferiore del 23% rispetto a quello che potrebbe essere senza gli sconvolgimenti climatici. Lo studio “Global non-linear effect of temperature on economic production” ha preso in considerazione i dati storici relativi al rapporto tra aumento di temperatura e produttività, senza tener conto dell’impatto economico dell’innalzamento del livello dei mari, delle tempeste o degli altri effetti del cambiamento climatico. Se non si fa fronte a questa emergenza, spiega lo studio, il costo sarà di 44mila miliardi di dollari di perdita di Pil al 2060 se la temperatura aumenterà di 2,5 gradi e addirittura di 72 mila miliardi se l’aumento sarà di 4,5 gradi centigradi.


Non va troppo distante da questi numeri un altro studio firmato da Citigroup che collega l’emergenza climatica al calo del Prodotto interno lordo: secondo la banca americana contenendo l’aumento di temperatura entro 1,5 gradi nei prossimi 15 anni si può contenere la perdita di Pil mondiale entro i 20 mila miliardi di dollari.
Per investire sul clima e le azioni che Governi e aziende nel mondo stanno mettendo a punto sono tante le strade. Online Sim ne ha selezionate due:
  • C’è quella diretta sui fondi azionari internazionali che hanno come strategia di investimento l’acquisto di titoli di società che conducono attività legate al cambiamento climatico. Con un’avvertenza: il periodo minimo consigliato per questi fondi è di almeno 5 anni. Qui si trovano i migliori prodotti a 3 anni.
  • Un’altra strada è quella dei fondi che investono sulla trasformazione dell’agricoltura verso sistemi più sostenibili (Categoria Morningstar: Azionari settore agricoltura). Ecco i migliori cinque per rendimento a 3 anni.
Fonte: www.onlinesim.it