domenica 26 marzo 2017

Occhiali intelligenti

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L'incubo di ipermetropi e miopi sta per finire: arrivano gli occhiali super adattivi che misurano la distanza dall'oggetto e lo mettono a fuoco a prescindere, vicino o lontano che sia.
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Un po'... pesanti, ma molto "smart".|DAN HIXSON/UNIVERSITY OF UTAH COLLEGE OF ENGINEERING
  
Addio lenti bifocali o continui cambi di occhiali. Due ingegneri dell'Università dello Utah hanno messo a punto un paio di occhiali "intelligenti", con lenti a base liquida, capaci di mettere a fuoco in autonomia qualunque oggetto vicino o lontano. In pratica, la garanzia di vederci bene sempre, a prescindere dal proprio difetto visivo.
 
SITUAZIONE SCOMODA. L'occhio umano è già naturalmente dotato di una lente - il cristallino - capace di modificare la propria forma per adattarsi all'oggetto da mettere a fuoco. Ma con l'età parte di questa abilità può andare persa: ecco perché molte persone hanno bisogno di un paio di occhiali per leggere da vicino (ipermetropia) oltre alle lenti canoniche per vedere bene da lontano (miopia).
Come vedono gli anziani: alcune simulazioni
IN CONTINUA TRASFORMAZIONE. Carlos Mastrangelo e Nazmun Hasan hanno messo a punto lenti semiliquide a base di glicerina, racchiuse tra due membrane gommose: la membrana posteriore è a sua volta collegata a tre attuatori meccanici che la spostano avanti e indietro come fosse un pistone trasparente, modificando così la cruvatura della lente in base alla distanza dell'oggetto da mettere a fuoco.
 
L'ELETTRONICA NASCOSTA. La montatura - ancora un po' ingombrante - ospita una batteria per alimentare gli attuatori e un distanziometro, un dispositivo che rileva la distanza degli oggetti grazie a impulsi di luce infrarossa. Questo strumento calcola la lontananza degli oggetti da inquadrare e comunica agli attuatori come curvare le lenti per vederli al meglio. Le lenti possono cambiare curvatura ogni 14 millisecondi, e le batterie durano più di 24 ore.
 
ASPETTATE A SCALPITARE... La calibrazione delle lenti avviene attraverso una apposita app per cellulare, non appena il paziente ha la prescrizione dell'oculista. Per ora, dei super occhiali esiste però soltanto un prototipo, che è stato presentato al CES di Las Vegas. I due ingegneri hanno ideato una startup per commercializzarne un modello più leggero entro i prossimi tre anni.

Fonte: QUI

mercoledì 15 marzo 2017

L’aereo senza pilota di Airbus

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Airbus potrebbe testare già nei prossimi mesi i primi aereo-taxi senza pilota. Ma voi, ci salireste davvero?
 
Se l’idea di viaggiare su un’auto senza guidatore vi affascina, sareste disposti a spingervi oltre e decollare su un aereo… senza pilota? L’idea è venuta ad Airbus, che qualche giorno fa, tramite l’ Amministratore Delegato Tom Enders, ha dichiarato all’agenzia Reuters di essere pronta a collaudare entro fine anno il primo prototipo di aereo-taxi completamente autonomo.
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DRONE-TAXI. L’idea di Airbus è quella di rivoluzionare il trasporto urbano grazie a una flotta di piccoli apparecchi a decollo verticale in grado di ospitare un solo passeggero. Una via di mezzo insomma tra grossi droni e piccoli elicotteri.

Il progetto, nome in codice Vahana, sembra decisamente avveniristico, ma l’azienda lo sta prendendo molto seriamente: lunedì scorso lo stesso Enders ne ha parlato a lungo nel suo intervento alla DLD Tech Conference di Monaco.

Obiettivo di Airbus è quello di avviare la produzione di questi aereo-taxi entro il 2021, tra soli 4 anni.

Vahana pronto al decollo. Aspetta solo il passeggero. Il pilota... non c'è. | AIRBUS
Il futuro dei trasporti è senza autista. C'è da fidarsi?
         
VOLA ECO. Dal punto di vista tecnico il velivolo allo studio di Airbus sarà alimentato da quattro rotori, probabilmente elettrici, che potranno cambiare la propria posizione così da permettere decollo e atterraggio in verticale. Caratteristica indispensabile per l’impiego in ambiente urbano.

L’ obiettivo di Airbus è decisamente ambizioso e per poter essere raggiunto dovrà risolvere non solo problemi tecnici ma anche burocratici e legali. Chi gestirà l’infrastruttura necessaria al funzionamento di questi apparecchi sopra le nostre città? Come verrà regolamentato il servizio? Chi li assicurerà?

Ma soprattutto: riuscirà l’azienda a convincere i passeggeri a salire a bordo degli aereo-taxi? Ne sapremo certamente di più nei prossimi mesi.

Fonte:QUI

giovedì 2 marzo 2017

Bufale online e matematica ?

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Un team di ricercatori di Lucca ha messo a punto un modello matematico che descrive la diffusione online delle notizie false (o fake news).
 
Sulle fake news, le bufale che circolano sulla Rete, si è detto ormai di tutto. Quello che sembra chiaro è che per riuscire a contrastarle occorre conoscerle: non solo chi le pubblica online e perché, ma soprattutto come si diffondono.

Fino a oggi i sociologi e gli esperti di comunicazione hanno descritto la viralità – il termine non è casuale - di queste false informazioni adattando i modelli matematici utilizzati in medicina per modellizzare la diffusione delle malattie. Si tratta però di una semplificazione del fenomeno che non permette di comprenderne a pieno le meccaniche.

Per questo motivo un team di ricercatori del Laboratorio di Computational Social Science dell’Istituto IMT di Lucca ha deciso di andare a fondo della questione e mettere a punto un modello matematico dedicato alla circolazione delle informazioni online, sia quelle vere sia le bufale.

CORRENTI DI PENSIERO. Ciò che emerge dal loro lavoro è che la diffusione online delle notizie è estremamente prevedibile e sfrutta l’estrema polarizzazione di pensiero di quelle che sono vere e proprie tribù di utenti: gruppi in cui tutti la pensano allo stesso modo e nessuno è disposto ad ascoltare le ragioni degli altri.

La formazione di queste comunità è alimentata dall’estrema facilità con cui chiunque può pubblicare sulla Rete ogni tipo di informazione, indipendentemente dalla sua fondatezza.

Storie che sembrano bufale ma non lo sono
             
I ricercatori si sono concentrati sul concetto di “distanza” cioè sulla potenziale differenza tra persone a causa delle loro idee: questa porta alla formazione di eco-chambers, gruppi di interesse che nascono attorno ad idee comuni, non importa se sbagliate, e continuano a rafforzare le proprie convinzioni.

In questi gruppi le notizie circolano molto velocemente da una persona all’altra e dato che una persona può appartenere a più gruppi, ecco che il contagio si propaga sempre più rapidamente.
Le foto virali più fasulle del 2016
             
MODELLO COMPLESSO. Ciò che hanno fatto Antonio Scala e i suoi colleghi è stato quello di inserire in questo modello il maggior numero possibile di parametri così da tentare di descrivere nel dettaglio il comportamento online delle persone, come si passano le informazioni e quali sono le conseguenze.

Obiettivo dei ricercatori è quello di mettere a punto un modello standard che permetta di descrivere in termini matematici ciò che accade in realtà.

Lo studio è stato pubblicato su Scientific Report.

Fonte: QUI