martedì 30 maggio 2017

Telecamera di sicurezza a costo zero


Creare un impianto di videosorveglianza domestico non è un compito arduo, né costoso. Basta avere qualche vecchio smartphone da riciclare e un po' di pazienza
Una delle componenti chiave della smart home è, senza ombra di dubbio, la sicurezza. La connettività e sensori vari (di movimento, ma non solo) consente infatti di dotare la propria abitazione di un sistema d’allarme hi-tech ed estremamente funzionale spendendo appena qualche centinaio di euro.

Sarà sufficiente acquistare il modello di impianto di videosorveglianza IP che fa al proprio caso – se ne trovano a decine ormai – e installarlo nei punti nevralgici di casa: di fronte la porta di ingresso e le finestre, ma anche nei luoghi di “transito” obbligatori. Volendo, però, non è neanche necessario acquistare una telecamera IP di sicurezza: sarà sufficiente ritrovare in qualche cassetto un vecchio telefonino e il gioco è fatto. Sembrerà strano dirlo, infatti, ma uno smartphone ha tutto quello che serve per essere utilizzato a mo’ di telecamera di sicurezza: un sensore fotografico versatile, sensori di movimento di ultima generazione e connettività web ad alta velocità.
Caratteristiche che rendono un vecchio smartphone la miglior videocamera di sicurezza economica disponibile sul mercato. A costo praticamente zero avrete una telecamera IP funzionante e funzionale che nulla avrà da invidiare agli altri modelli disponibili sul web e nei negozi di elettronica di consumo.

Inoltre, Manything si integra alla perfezione con IFTTT (acronimo di If This Than That, servizio-app che consente di automatizzare centinaia di funzioni sullo smartphone a seconda di alcune condizioni) e consente di avviare automaticamente le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza IP tramite SMS o a seconda della nostra localizzazione GPS: sarà possibile impostare una ricetta grazie alla quale mettere in funzione lo smartphone-telecamera solo se ci si allontana da casa.
Cosa serve per iniziare
Per funzionare correttamente, Manything deve essere installato su un dispositivo compatibile con iOS 6.0 o Android 4.2. Ciò vuol dire che sarà sufficiente avere un iPhone 4 o un telefonino Android vecchio di tre o quattro anni per poterne sfruttare le funzionalità a mo’ di telecamera di sicurezza.
Una volta installata sul dispositivo, si potrà iniziare la procedura di configurazione creando un profilo personale: vista l’importanza del servizio, si consiglia di creare una password sicura ed efficace, così da mettere al sicuro le immagini della propria abitazione. Completato questo passaggio preliminare, si dovrà premere su “Camera”, così da aggiungere lo smartphone in uso all’interno del proprio account e poterlo utilizzare per le riprese di sicurezza. Quando lo richiede, garantire a Manything i permessi per accedere alla fotocamera e al microfono, così che l’app sia effettivamente in grado di funzionare come telecamera IP economica.
A questo punto sarà sufficiente premere sul pulsante rosso per mettere in funzione l’app: sullo schermo appariranno le immagini riprese dal sensore fotografico del telefonino, in modo che si possa sistemare al meglio il dispositivo e inquadrare la porzione di casa che interessa. Da questo momento in avanti, la fotocamera si attiverà ogni qualvolta una persona o un animale si troverà a transitare di fronte al sensore di movimento del dispositivo (oppure ogni volta che l’utente farà l’accesso da remoto per controllare la situazione). Da notare che la registrazione continua è disponibile per chi decide di sottoscrivere un abbonamento, così come il salvataggio nel cloud delle registrazioni degli ultimi giorni (da due a trenta a seconda del piano scelto).

Nel caso si vorranno aggiungere più smartphone e realizzare un vero e proprio sistema di videosorveglianza (anche in questo caso, però, si sta parlando di un’opzione disponibile nei piani a pagamento e non nella versione gratuita di Manything) sarà sufficiente scaricare l’app, effettuare il login con lo stesso account e aggiungere la nuova fotocamera alla propria configurazione domestica.
Posizionare il telefono
Il processo di configurazione, però, servirà a ben poco se non si posiziona per bene il telefono. Basta un piccolo errore nell’inquadratura, infatti, per inficiare e rendere inutile tutto il lavoro fatto sino a questo momento. Prima di tutto, è necessario che il telefono sia posizionato nelle vicinanze di una presa della corrente, così che possa funzionare continuativamente senza paura che la batteria si scarichi e lasci l’utente senza protezione domestica.

Inoltre, è necessario che il telefono sia posizionato in orizzontale, così che la fotocamera possa effettuare riprese in modalità panorama e offrire una vista più ampia della stanza nella quale è posizionata. Affinché ciò sia possibile, sarà necessario acquistare un piccolo treppiede per smartphone: il costo è di pochi euro (una decina, indicativamente, a seconda del modello che si decide di comprare) e permetterà di tenere in piedi la nostra telecamera di sicurezza IP a costo zero. Inoltre, per ampliare il campo visivo dell’obiettivo, si può decidere di acquistare degli obiettivi fotografici per smartphone: acquistando un grandangolo, ad esempio, si sarà in grado di arrivare a 160° o poco meno.
Se si dovesse optare per l’acquisto di obiettivi supplementari sarà d’obbligo – o quasi – l’utilizzo della fotocamera posteriore. Una scelta naturale anche in caso non si valuti alcun acquisto: dotate generalmente di una risoluzione migliore rispetto alle fotocamere frontali, quelle posteriori possono contare anche sull’apporto del flash, che potrà essere attivato di notte nel caso le condizioni di luce non siano le migliori per rilevare movimenti o per realizzare filmati della situazione in corso.
Come controllare telecamera sicurezza IP
Una volta che l’impianto di sorveglianza è configurato e connesso a Internet e lo smartphone messo in posizione strategica, arriva il momento del test. Se tutto è andato come nelle previsioni, infatti, sarà possibile accedere al flusso di immagini da un altro smartphone o dal computer dell’ufficio.

Dall’applicazione per telefonino sarà sufficiente avviare l’app, effettuare il login con le proprie credenziali e, anziché passare alla modalità registrazione si dovrà accedere alla modalità Viewer. Qui si avrà una visuale completa delle varie telecamere di sicurezza sincronizzate con il proprio account e si potrà passare dall’una all’alta inquadratura (in caso di più smartphone sincronizzati, ovviamente) semplicemente toccando i vari riquadri. Per ogni telecamera selezionata si potrà accedere allo streaming video in diretta e al registro di ciò che è accaduto nelle ore passate (registrazioni video e istantanee) così da controllare cosa sia successo mentre non eravamo in casa.

Discorso analogo per l’accesso dal web. Sarà sufficiente accedere al proprio profilo con un browser dotato di plugin Flash player e il gioco è fatto: si potranno visualizzare i vari smartphone che costituiscono il proprio impianto di videosorveglianza a costo zero e accedere allo storico delle registrazioni delle ore precedenti.

Quanto visto sinora permette a Manything di “eguagliare” le funzionalità solitamente offerte da altri sistemi di videosorveglianza domestici presenti sul mercato. Grazie alla già citata integrazione con If This Than That, però, gli utenti che scelgono il fai da te della sicurezza potranno attivare e disattivare a distanza il loro impianto; potranno avviarlo a orari prestabiliti e molto altro ancora. Per avere accesso a queste e moltissime altre funzionalità avanzate sarà sufficiente installare IFTTT sullo smartphone e aggiungere Manything all’interno del proprio profilo: si potrà così accedere alla galleria delle ricette già confezionate e degli altri servizi o applicazioni cui è possibile associare Manything.
 
Fonte: QUI

giovedì 18 maggio 2017

10 programmi gratuiti da installare sul computer


Non sempre è necessario acquistare un software, molto spesso sono disponibili dei programmi gratuiti per il computer che svolgono le stesse funzioni
Comprare un nuovo computer è sempre un acquisto importante e che va fatto con attenzione. Eppure la nostra esperienza finale con il dispositivo può non essere influenzata unicamente dalle sue caratteristiche tecniche. Spesso sono i programmi a fare la differenza.
Esistono, ovviamente, un’infinità di software: molti a pagamento e alcuni gratuiti. Esiste un software praticamente per ogni settore dall’editing video, all’ascolto della musica fino alla scrittura dei testi. Grazie al lavoro di semplici utenti, spesso i programmi sono gratuiti e non è necessario acquistarli. Gratuito su Internet non vuol dire truffa, anzi. Alcune aziende sviluppano dei programmi open-source per farsi conoscere nell’ambiente, altre, invece, sviluppano dei software gratuiti per far provare ai clienti il servizio alcune funzionalità e poi offrono un pacchetto a pagamento. Infine esistono progetti di privati nati open source e che hanno fatto successo.
Spotify
Spotify è un’app da avere sul computer e su tablet se siamo grandi amanti della musica. Potremo scegliere tra una libreria di brani molto ampia e sempre aggiornata. Usare l’opzione naviga per scoprire nuove playlist, ascoltare le hit del momento e controllare, tramite la sincronizzazione con Facebook, cosa stanno ascoltando i nostri amici. Ovviamente potremo creare anche noi delle playlist. Rispetto all’app per smartphone, senza la versione a pagamento su PC non si hanno limitazioni nelle scelte dei brani, anche se resta la pubblicità.
Last Pass
Un password manager è il miglior modo per gestire le proprie credenziali dei social network e degli account di posta elettronica. Ultimamente c’è stata polemica su questi servizi e alcuni esperti hanno anche iniziato a considerarli come poco sicuri. Inoltre, per molti le password classiche sono un sistema superato e bisognerebbe usare l’autenticazione a due fattori o metodi d’accesso alternativi. Detto questo, Last Pass è un’app per la gestione delle password che svolge alla grande il suo dovere. Il programma è disponibile anche su smartphone Android e iOS.
VLC
È difficile trovare un lettore di contenuti multimediali performante come VLC Media Player. È vero negli ultimi tempi Microsoft ha deciso di lavorare sodo su questo campo, ma VLC resta ancora la miglior scelta possibile tra i programmi gratuiti. Anche perché è un programma disponibile per qualsiasi dispositivo. Con questo servizio potremo riprodurre contenuti multimediali salvati in qualsiasi formato.
AVG Free
Un antivirus è un programma da avere per forza. La sicurezza informatica quando usiamo dei dispositivi elettronici va sempre messa al primo posto. Se non possiamo spendere troppo per un pacchetto anti-malware la scelta da prendere in considerazione è quella di installare AVG Free. Come si intuisce dal nome si tratta di un antivirus gratuito. Protegge anche la nostra casella email e inoltre si aggiorna automaticamente. Se abbiamo un computer con Windows 10 l’alternativa è attivare Windows Defender, presente di default sul PC.
CC Cleaner
Appena comprato il nostro PC sarà performante e veloce, dopo un po’ di utilizzo però inizieremo a vedere l’accumularsi di file inutili che intaseranno il nostro spazio di archiviazione. Per ovviare a questo problema basta usare un programma come CC Cleaner. Basta una scansione e il programma individua i file inutile che stanno rallentando il nostro computer e ci suggerisce quali cancellare. Esiste anche un pacchetto a pagamento, dove non c’è bisogno di fare scansioni manuali ma è l’app a farle in maniera ciclica.
Microsoft OneDrive o Dropbox
Restando in tema di spazio di memoria, al giorno d’oggi è impensabile accumulare tutti i nostri documenti, le nostre foto e video in un unico dispositivo. Per questo è consigliabile l’uso di un servizio di cloud storage. OneDrive è il servizio offerto da Microsoft e fornisce 5GB di memoria gratuitamente. Certo non si tratta di uno spazio enorme ma è comunque un inizio. L’alternativa, molto usata soprattutto in ambienti lavorativi per la condivisione di file con i colleghi, è Dropbox.
Adobe Acrobat Reader DC
Se usiamo e inviamo spesso dei file in PDF questa è l’app che fa per noi. In maniera gratuita ci permette di modificare, compilare e firmare un file PDF in arrivo. C’è anche l’abbonamento a pagamento. Per poco meno di sei euro al mese potremo anche convertite i file PDF in documenti Word. Anche Microsoft Edge offre dei servizi simili e in più non è a pagamento.
Amazon Kindle
No, non siamo usciti di senno. Non tutti lo sanno ma Amazon Kindle ha anche un’app per desktop da utilizzare direttamente dal proprio computer per leggere e scaricare i libri preferiti e le migliori novità sul mercato. Esistono anche migliaia di titoli completamente gratuiti, dagli scritti degli autori emergenti sino ai grandi classici.
Lightworks
Se ci piace creare dei collage con foto e video ma non abbiamo intenzione di spendere dei soldi per comprare Adobe Premiere Elements, allora la soluzione è Lightworks. Questo programma supporta tutti i formati di video e foto realizzati con gli smartphone o le varie fotocamere. Ma sarà anche possibile usare file scaricati da YouTube o da Vimeo. C’è anche una versione a pagamento che offre il supporto 4K.
LibreOffice
Avere un programma per la creazione di testi, presentazioni e fogli di calcolo e la base per ogni computer. Non tutti però possono permettersi un abbonamento a Microsoft Office 365. Per fortuna esistono diverse alternative gratuite. La migliore è LibreOffice: crea dei documenti che possono essere aperti anche da chi possiede Office senza quasi nessun cambio di formattazione. Altrimenti si potrebbe usare anche FreeOffice 2016.

Fonte: QUI

lunedì 8 maggio 2017

Cyberbullismo, il 58% dei giovani ha incontrato autore minaccia online



Il 51% delle persone ha incontrato dal vivo l'autore di una minaccia online, la percentuale sale al 58% tra i più giovani. E' il dato allarmante che emerge dallo studio Microsoft Digital Civility Index che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti in 14 Paesi, rispetto all'educazione civica digitale e alla sicurezza online.

E' stato presentato a Roma in occasione del Safer Internet Day durante l'incontro "Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete", organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell'Assessorato Roma semplice. Hanno preso parte oltre 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. La ricerca ha esaminato l'esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: di comportamento, di reputazione, invadenze sessuali e personali. E' risultato che il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Si sale al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

Tra le conseguenze principali dell'aver corso dei rischi online, oltre ad un generale aumento del livello di stress (il 23% si dichiara più stressato), la ricerca evidenzia due reazioni rilevanti: il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale, il 18% ha perso un amico. Infine, il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media, mentre il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

"Con il Digital Civility Index Microsoft intende promuovere l'educazione civica 4.0 specialmente tra i giovani. E' un invito a far sì che Internet sia accessibile e più sicuro con il contributo di tutti", dice Paola Andreozzi Responsabile Philanthrophies di Microsoft Italia. "Aumentare le attività di formazione dedicata e di sensibilizzazione degli studenti, ma anche dei genitori e dei docenti è essenziale per fornire tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la Rete può nascondere e fare in modo che Internet possa rappresentare un'opportunità e non un limite", spiega Nunzia Ciardi, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Per l'assessora a Roma Semplice Flavia Marzano, "il digitale impone una nuova educazione civica e una nuova consapevolezza degli strumenti utilizzati. Da questo punto di vista la scuola riveste un ruolo centrale perché deve educare ad un uso responsabile delle nuove tecnologie. Per questo tra le priorità dell'Assessorato Roma Semplice c'è la diffusione della cultura digitale che promuoviamo attraverso il progetto dei Punti Roma Facile, spazi assistiti di facilitazione digitale sul territorio, dove teniamo seminari gratuiti dedicati a vari temi tra cui la sensibilizzazione sui rischi connessi all'utilizzo della Rete".

"La vera sfida educativa - sottolinea Mirta Michilli, Direttore Generale di Fondazione Mondo Digitale - è usare la tecnologia per sviluppare atteggiamenti e comportamenti coerenti, rispettosi, sostenibili". "De Agostini Scuola valorizza e promuove l'uso delle nuove tecnologie, pur non sottovalutandone i rischi", dichiara Gian Luca Pulvirenti, Presidente di De Agostini Scuola.

Fonte: QUI