lunedì 23 ottobre 2017
Giochi Xbox compatibili con Xbox One entro il 2017
Un annuncio roboante all'E3, poi il silenzio: Phil Spencer torna a parlare di retrocompatibilità tra Xbox One e i classici della prima Xbox
All’E3 2017 è arrivata una gradita sorpresa per tutti i possessori di Xbox One: la retrocompatibilità con i giochi della prima Xbox. Era giugno, ad oggi le promesse non sono state ancora mantenute. GameSpot ha parlato con Phil Spencer della divisione gaming di Microsoft al Brazil Game Show, riuscendo a strappare novità sulla questione retrocompatibilità.
“Siamo vicini, davvero vicini. Ho una piccola dashboard dove posso vedere tutti i giochi e quando questi saranno approvati. Conosco i giochi della Xbox originale che arriveranno in futuro, ma non li abbiamo ancora annunciati tutti. Dobbiamo fare tutto questo insieme ai nostri partner, stiamo facendo progressi in questo senso. Sono molto contento e i giochi sono fantastici”, ha detto Spencer ai microfoni.
L’uscita di questa nuova funzionalità secondo Spencer arriverà entro la fine del 2017. Recentemente su Xbox One è stata introdotta la retrocompatibilità per altri giochi usciti su Xbox 360, cioè Halo 3, Halo 3: ODST e Halo 4 e Halo: Anniversary. Ma Spencer ha parlato anche della retrocompatibilità di Xbox One X: “Abbiamo alcune novità di cui parleremo riguardo il funzionamento della retrocompatibilità su Xbox One X, gli utenti le troveranno molto interessanti”.
Per ora sono stati annunciati solo pochissimi giochi retrocompatibili come Crimson Skies e Fuzion Frenzy, ma Spencer assicura che “ci sono diversi giochi arrivo”. Ci sarà di sicuro una libreria di giochi disponibili, ma chiaramente non sarà estesa come quella Xbox one-Xbox 360, che attualmente conta più di 400 titoli in catalogo.
"Ho visto molte discussioni della scarsa popolarità della retrocompatibilità, questo non è vero. Molti dati in merito sono in possesso delle terze parti quindi non posso dire quanti utenti stanno giocando a uno specifico titolo. Il miglior esempio è stato Call of Duty Black Ops II, quando abbiamo reso disponibile la retrocompatibilità è tornato nella top 10 delle vendite per un gioco vecchio di anni uscito su Xbox 360", ha concluso Spencer.
Fonte: QUI
La privacy nell’era dei Big Data
Il 25 maggio 2018 rappresenterà un passaggio importante per la privacy dei cittadini europei: nei 28 paesi dell’Ue diventerà pienamente operativo il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati (Gdpr). Un regolamento che entrerà nel sistema giuridico di tutti gli Stati membri e che avrà il compito di armonizzarne le normative, prima esistenti soltanto a livello nazionale. «È previsto un approccio più rigoroso per l’applicazione dei presupposti del consenso informato che rimane comunque un pilastro fondamentale nel trattamento dei dati - spiega il Garante europeo della privacy Giovanni Buttarelli - Ma si aggiungono anche nuovi diritti come quello della portabilità dei dati, ossia la possibilità per l’utente di cambiare un provider senza riprendere da capo l’attività di custodia delle informazioni».
Cosa cambia per le aziende
Giovanni Buttarelli, Garante europeo per la privacy
Altro concetto centrale sarà quello dell’accountability: chi gestisce dati a livello pubblico o privato non potrà semplicemente aderire alle norme, ma dovrà anche garantire misure per affrontare rischi derivanti dal trattamento di informazioni sensibili e dimostrare un comportamento responsabile sotto questo punto di vista. Il regolamento si applicherà a chiunque nel mondo offrirà beni e servizi o profilerà cittadini europei e garantirà quindi una posizione comune dell’Ue sulle cosiddette cross border activities, realizzate dai colossi che gestiscono dati a livello internazionale. Aziende che però stanno intensificando l’attività di lobbying sul Parlamento europeo. «Ci sono pressioni per utilizzare l’altro regolamento, quello sulla privacy online, come ultima spiaggia per cercare di ammorbidire alcune parti del regolamento generale - continua il Garante - Siamo però fiduciosi del fatto che il Parlamento europeo non riapra le discussioni su alcuni punti chiave come il consenso o la profilazione degli individui».
Il capitolo «hate speech»
Altro aspetto su cui il Garante europeo della privacy si è impegnato è il contrasto all’hate speech, problematica su cui le iniziative prese finora dai grandi della tecnologia non hanno portato i frutti sperati. Un tema che rimane sempre di attualità visto che è entrata in vigore una legge in Germania. Un modello basato sul sistema notice and take down che prevede l’intervento mirato, successivo a una segnalazione. «La Commissione sta portando avanti il principio di un approccio unico a livello europeo visto che non ci si può limitare solamente alla dimensione nazionale - sottolinea Buttarelli - Il punto fondamentale è trovare il bilanciamento tra libertà di cronaca o di critica e la nocività di alcuni contenuti. Dobbiamo anche chiederci quand’è che un provider si può trasformare nel guardiano dell’informazione».
Privacy al tempo dei Big Data
Un ulteriore argomento di cui si sta ampiamente discutendo è la disponibilità di una quantità inimmaginabile di informazioni nell’epoca dei Big Data, in un periodo storico in cui il controllo dei dati equivale a detenere il potere. «Oggi l’interesse principale della maggior parte dei colossi del mondo della tecnologia è l’accumulo di qualsiasi genere di dato per poterlo utilizzare in futuro, anche per scopi oggi a noi sconosciuti - prosegue il Garante - Bisognerà capire se il regolamento europeo basterà ad affrontare tutti questi grandi temi, visto che dovrebbe valere almeno per i prossimi 15-20 anni».
Un approccio etico
Ma un approccio soltanto legislativo non può essere sufficiente: è necessario invece interrogarsi anche sugli aspetti etici e suoi valori, in un ragionamento che vada oltre alla sola difesa della riservatezza dell’individuo. E proprio la sfera della digital ethics sarà al centro della Conferenza mondiale sulla privacy, che sarà ospitata proprio dall’autorità presieduta da Buttarelli il prossimo anno a Bruxelles. «Dobbiamo occuparci anche di cosa sia moralmente sostenibile e non soltanto tecnicamente fattibile, tenendo presente che lo sviluppo dei Big Data va messo al servizio dell’uomo e non viceversa - conclude Buttarelli - Nel momento in cui affidiamo al nostro smartphone tutte queste nostre informazioni personali, dobbiamo anche curarci della dignità e del rispetto dell’utente».
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domenica 15 ottobre 2017
Volocopter, il taxi volante autonomo
Prove tecniche di futuro a Dubai: lunedì scorso, 25 settembre, la metropoli degli Emirati Arabi ha fatto da sfondo al primo test pubblico (ma senza passeggeri) del taxi-drone Volocopter, un velivolo autonomo a 18 rotori destinato al trasporto pubblico.
Il prototipo che ha volato su Dubai è elettrico, ha un'autonomia di 30 minuti e raggiunge una velocità massima di 100 km/h con due persone a bordo.
Le dimensioni sono contenute: 2 metri di altezza per 7 di diametro, ciò che consente all'elitaxi di atterrare e decollare senza problemi dalle piattaforme sui grattacieli e in spazi ristretti.
SICURI CHE SIA SICURO? Le dotazioni di sicurezza includono un sistema composto da 9 batterie indipendenti, per evitare al mezzo improvvise e inopportune cadute dell'alimentazione, e, soprattutto... due paracadute!
L'autorità per i trasporti di Dubai ha spiegato che si potrà prenotare il drone con una app, che permetterà anche di impostare la destinazione e, naturalmente, di pagare la corsa. Sarà insomma una specie di Uber dei cieli, con l'obiettivo di integrare il drone-taxi nel servizio di trasporto pubblico della città entro 5 anni.
EVITARE L'INGORGO. Secondo Noel Sharkey, esperto di computer science all'Università di Sheffield (UK), la sfida più grande che i progettisti dovranno affrontare sarà quella del traffico: i Volocopter dovranno infatti essere capaci di correggere continuamente la rotta per evitare palazzi, uccelli e tutti gli altri droni che presto affolleranno i cieli.
Volocopter è stato progettato e realizzato dall'omonima società tedesca, una giovane start-up entrata di recente nell'orbita della Daimler (proprietaria del marchio Mercedes), da poco uscita dalla partecipazione di maggioranza in MV Agusta.
IL PROGETTO DI AIRBUS. Volocopter non è l’unica società che sta lavorando sui droni-taxi: ad esempio, Airbus ha in programma di presentare Pop.Up, il proprio taxi volante autopilotato, nel 2020, vedi video qui sotto.
Anche Kitty Hawk, una società sostenuta dal co-fondatore di Google Larry Page, sta lavorando a un progetto simile: una moto volante per spostamenti urbani.
FONTE: QUI
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