lunedì 1 agosto 2016

Brexit: Berlino punta a diventare capitale start up



Berlino punta a strappare a Londra il titolo di capitale delle start up in Europa. Da mesi è continuo il flusso di sviluppatori di app e di contenuti per il web dalla capitale britannica verso quella tedesca, che già da anni punta ad attirare, offrendo spazi, "cluster" ed incubatori di impresa a costo zero. Il flusso da Oltremanica potrebbe intensificarsi dopo il sì alla brexit. Ed ingrossarsi di italiani, che già in tanti a Berlino sono impegnati nel mondo delle app: a cominciare da Zalando, il colosso tedesco dell'ecommerce dove di italiani ne lavorano già un centinaio.
Berlino da anni cerca di attirare gli startupper. L'ex sindaco Klaus Wovereit aveva capito che per la sua città "sexy ma povera", senza grandi industrie ma da sempre coacervo nei suoi caffè e nelle sue gallerie d'arte di artisti e creativi, l'economia digitale poteva essere una grande occasione di sviluppo, mettendo a disposizione fondi e spazi per gli "smanettoni" e non solo, cui non è necessariamente richiesto di parlare il tedesco purchè possano lavorare in inglese.
La capitale tedesca, poi, è ancora una città dove il costo della vita è relativamente economco e comunque infinitesimale rispetto alla carissima Londra, da cui piano piano in tanti stanno decidendo di trasferirsi qui, anche sull'onda della Brexit. "Con quello che spende a Londra per un mese, uno startupper a Berlino vive per sei mesi, e riesce a portare avanti il suo progetto", spiega Marco Muccini, il quarantenne fiorentino che ha sviluppato Papermine, una piattaforma di content marketing per creare contenuti per la commercializzazione e la promozione di prodotti, dalla scuola privata al negozio. Fino a febbraio, Marco ha lavorato nella capitale britannica, ma ha deciso di venire a Berlino, dove con sette collaboratori lavora a Gtech, un cluster dell'Issmt, considerata il miglior MBA in Europa, che non prende equity e per un anno offre ai soggetti selezionati sede e logistica.
"Questa città è cambiata, è sempre più internazionale e anche se la normativa italiana sulle start up è migliore di quella tedesca - sostiene - qui c'è l'hub dell'economia europea più potente. Questa è una città che in fondo esiste solo dal 1989 con la caduta del muro, viverci costa poco ed è logisticamente vicina all'Est Europa, che è sempre più una fucina di giovani di belle speranze nel settore delle start up. Londra ormai costa troppo...". E la "colonia italiana" di startupper a Berlino cresce. Sono quasi mille gli iscritti a 'Digitaly', la rete cui ha dato vita la bresciana Silvia Foglia arrivata a Berlino dopo un'esperienza in Svezia e che ora lavora per Houzz, una piattaforma online per l'architettura di interni e l'arredamento da un ufficio ai piedi della torre di Alexander Platz, al fianco di un'altra ventina di italiani.
Startupper che dal 2010 fanno rete tra loro e condividono informazioni ed esperienze pratiche. "Gente - racconta - che magari ha avuto un'idea in Italia e viene qui a farla crescere". Anche se, rileva Matteo Pardo, addetto scientifico dell'Ambasciata italiana a Berlino, "aprire una startup in Italia conviene: e il nostro Paese in questo settore resta quello che in proporzione cresce più di tutti".
Fonte: ansa.it

venerdì 29 luglio 2016

Router AVM FRITZ


Grazie alla capacità di erogare reti stabili e performanti sulle medio/lunghe distanze e di contenere il ping anche in condizioni di congestione di reti wifi, i router della famiglia AVM FRITZ!Box sono considerati come una delle migliori scelte in assoluto per i videogiocatori.

L'ottimo software a corredo, inoltre, permette di impostare con grande precisione le opzioni sul parental control, la prioritizzazione del traffico e tutto ciò che è relativo all'erogazione della rete wifi. Il media server, ad esempio, mette a disposizione di tutta la rete i film, la musica e le immagini dei supporti collegati alla porta USB anche quando il computer è spento.

Inoltre, un throughput massimo teorico di 450 Mbit/s, reso possibile dalle più recenti tecnologie wifi, consente di trasferire velocemente i file da tutti i sistemi connessi alla rete. Tutto questo è possibile grazie soprattutto alla tecnologia ad antenne multiple MIMO 3x3.

Il FRITZ!Box permette inoltre di usare contemporaneamente le due bande di frequenza da 2,5 e 5 GHz, è adatto ad ogni connessione DSL e a tutte le ampiezze di banda DSL, per cui anche le trasmissioni di dati ad alta velocità non costituiscono alcun problema. Mette, poi, a disposizione quattro porte di rete Gigabit.

Anche AVM FRITZ! Box 7490 adesso è in offerta su Amazon. Questa soluzione garantisce un throughput ancora maggiore grazie al supporto dello standard AC, raggiungendo velocità fino a 1.300 Mbit/s (5 GHz) e 450 Mbit/s (2,4 GHz). È poi dotato della base DECT per 6 cordless, di 4 porte LAN Gigabit per la rete, 2 porte USB 3.0/2.0 per stampante e memoria

Fonte: hwupgrade.it

mercoledì 20 luglio 2016

Il genio dell aria condizionata


Willis Haviland Carrier (Angola, 26 novembre 1876 – New York, 7 ottobre 1950) è stato un ingegnere e inventore statunitense, ed è conosciuto come l'uomo che ha dato il nome al diagramma psicrometrico.

Carrier nacque ad Angola, New York sulle rive del Lago Erie ed ereditò sin dall'infanzia la passione materna per la meccanica, tra orologi, macchine da cucito e altri elettrodomestici. Amava la matematica e la studiava ogni volta che poteva, quando non era occupato nella realizzazione di dispositivi da lui inventati.

Nel 1895 ricevette una borsa di studio presso la Cornell University laureandosi nel 1901 con il titolo di ingegnere meccanico.

Carriera industrialeDopo l'università cominciò a lavorare per Buffalo Forge, una fabbrica che produceva stufe e sistemi di ventilazione, come progettista di sistemi di riscaldamento per l'asciugatura di legname e caffè. Grazie ai numerosi miglioramenti tecnici da lui sviluppati fu nominato direttore del reparto ingegneria sperimentale. All'età di 25 anni realizzò la sua prima invenzione importante: un sistema di raffreddamento per controllare calore e umidità nei processi di stampa che fu brevettato nel 1906.

Carrier installò il primo impianto per aria condizionata domestico nel 1914 in una casa a Minneapolis (Minnesota), precedentemente i condizionatori erano utilizzati solo negli ospedali pubblici americani.

Nel 1915 Carrier ed altri sei ingegneri fondarono una loro impresa nel New Jersey, la Carrier Engineering Corporation, tra i clienti della quale figurarono anche il Senato e la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e molti altri importanti edifici. Negli anni '30 Carrier trasferì la società a Syracuse, New York, dove ha sede ancora oggi, e divenne una delle maggiori fonti di impiego per New York. Nel 1930 egli aprì addirittura una filiale in Giappone ed in Corea del Sud. L'Estremo Oriente rappresenta oggi il principale mercato per gli impianti di climatizzazione.

La Grande depressione rallentò l'utilizzo domestico e per scopi commerciali dei sistemi di raffreddamento. L'Igloo di Carrier presentato all'Esposizione Universale del 1939 offrì ai visitatori uno sguardo sul futuro dell'aria condizionata ma prima che potesse affermarsi sul mercato, scoppiò la II Guerra Mondiale e la Carrier convertì la produzione in quel periodo per scopi militari, come molte altre fabbriche.

La Carrier è stata pioniera nella progettazione e produzione di macchinari per la refrigerazione di vasti spazi. L'aria condizionata, consentendo un aumento della produzione industriale statunitense nei mesi estivi, rivoluzionò la vita degli americani. L'introduzione dei sistemi di climatizzazione domestica negli anni '20 favorì la grande migrazione verso la regione del Sun Belt.

Nel 2000 la Carrier Corporation ha realizzato un fatturato di oltre 8 miliardi di dollari, impiegando circa 45.000 persone.

Fonte: it.wikipedia.org

venerdì 8 luglio 2016

Attenti allo smartwatch: potrebbe rivelare il pin del bancomat


Lo studio Usa: i wearable registrano i nostri movimenti. Nell'80% dei casi il test ha rivelato che il codice di sicurezza digitato può essere a portata di hacker

COSI' come capta i movimenti, lo smartwatch può essere in grado di conoscere (e rivelare) il codice di sicurezza digitato al bancomat. Il pericolo verrebbe quindi dai sensori di movimento integrati in ormai quasi tutti i dispositivi indossabili, come gli orologi intelligenti e i bracciali fitness. Lo studio è stato condotto dalla Binghamton University, negli Usa: ha spiegato che i sensori potrebbero essere così precisi da tracciare i movimenti della mano e permettere a malintenzionati di riprodurre i gesti fatti sulla tastiera di un bancomat e quindi accedere ad un conto corrente. Durante i test la percentuale di riuscita è stata dell'80%.

La ricerca ha messo alla prova tre differenti sistemi di sicurezza, compreso il bancomat, tenendo sotto osservazione i movimenti di 20 cavie registrati attraverso accelerometri, giroscopi e magnetometri integrati nei vari dispositivi wearable indossati per 11 mesi, indipendentemente dalla posizione della mano. Gli studiosi dell'università statunitense hanno quindi usato un algoritmo che si è dimostrato in grado di decifrare le password per i sistemi di immissione di codici segreti, compreso quello del bancomat. Un risultato che mette in guardia sul rischio di hacker che potrebbero, dunque, infettare i dispositivi tramite virus o intercettare le connessioni Bluetooth dello smartwatch nel tentativo di entrare in possesso dei dati.

Il team di ricercatori ammette di non avere una soluzione, ma suggerisce agli sviluppatori di porre maggiore attenzione ai sistemi di implementare il sistema di crittografia per garantire maggiore sicurezza nella comunicazione tra wearable e sistema operativo. Lo studio è stato in parte finanziato dalla National Science Foundation e l'Army Research Office.

Fonte: repubblica.it

giovedì 30 giugno 2016

Le 10 migliori app del 2016 secondo Apple

E’ stato consegnato l’Apple Design Awards 2016, il premio delle app che nel corso dell’anno si sono distinte secondo l’azienda di Cupertino


FONTE: ilsole24ore.com


giovedì 23 giugno 2016

Ecco i dieci migliori videogiochi (e trailer) visti all'E32016


Alcune arriveranno a fine anno, altri nel 2017. Ecco cosa ci riserva l'industria del gaming su console

Ecco una selezione di titoli presentati all'E3, la più grande fiera del videogame del mondo.




FONTE: ilsole24ore.com

giovedì 16 giugno 2016

Realtà virtuale e videogiochi. I 10 migliori video dell'E32016

Playstation si è presentata all'E3 con 50 titoli in realtà virtuale. Oculus ne ha annunciati 20 nuovi con il supporto del controller. Ecco una selezione dei titoli più interessanti.



FONTE: ilsole24ore.com