lunedì 31 ottobre 2016

Action Cam Full HD Wi-Fi con 10 accessori


Caratteristiche

  • La funzione Wi-Fi permette di controllare la fotocamera a distanza
  • Visualizza, condivide e trasferisce le foto e i video
  • Impermeabile fino a 30 m
  • Schermo LCD da 2” (5,08 cm)
  • Grandangolare 140°
  • Risoluzione video: fino a 1080p Full HD
  • Full HD 1080p - 1920 x 1080 - 30 fps
  • HD 720p - 1280 x 720 - 60 fps
  • HD 720p - 1280 x 720 - 30 fps
  • Formato video: H.264
  • Foto da 12 megapixel
  • Disposizione della foto: JPG
  • Modalità foto: Colpo singolo, tempo, in continuo
  • Sensore: 5 Megapixel CMOS
  • Uscita USB 2.0
  • Ricaricabile batteria incorporata: 900mAh
  • Slot micro SD fino a 32 GB (non incluso)
  • Dimensioni: 59 x 41 x 24.5 mm
  • Peso: 64 g (con batteria inclusa)
  • Guida utente
Accessori inclusi:
  • 3 adattatori per casco
  • 2 adattatori universale
  • Pad adesivo 3M appiccicoso
  • Adattatore per bici
  • Cover resistente all’acqua
  • Cinghia
  • Cavo USB
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venerdì 7 ottobre 2016

Airlander 10 ha preso il volo


Si è alzato in volo per la prima volta il più grande "dirigibile" mai costruito. Ha effettuato un breve, ma storico volo che ha preso il via dal campo di aviazione di Cardington nel Bedfordshire, Inghilterra centrale.

Airlander 10, questo il nome dell'aeromobile, è un rivoluzionario velivolo ibrido lungo 92 metri, che può essere considerato un mix tra un aereo, un dirigibile e un elicottero. Può trasportare carichi molto più pesanti rispetto ai dirigibili convenzionali, salire fino 4.900 metri d'altezza e muoversi alla velocità di 148 chilometri all'ora, consumando decisamente meno di un aereo.

Possiede poi, una caratteristica unica: quella di poter volare per due settimane senza toccare terra. «È una grande rivoluzione in campo aeronautico, perché ha parti simili a quelle usate da aerei, dirigibili e elicotteri, ma migliore di ciascuno di essi» ha detto Stephen McGlennan, amministratore delegato della Hybrid Air Vehicles, che ha realizzato Airlander.


Il dirigibile è stato soprannominato "flying bum" (fondoschiena volante). | HYBRID AIR VEHICLES
UN PO' DI STORIA. Il velivolo fu inizialmente sviluppato dall'esercito statunitense per sorvegliare il territorio afghano, ma alcuni problemi tecnici fecero abbandonare il progetto nel 2013. Quanto fin lì sviluppato fu comprato da una piccola società inglese che sperava di poter risolvere i problemi incontrati e di fare di quel dirigibile ibrido un nuovo e rivoluzionario aeromobile.


L'incidente di Hindenburg del 1937 bloccò per diversi decenni lo sviluppo di dirigibili per il trasporto di uomini e merci.
La Hybrid Air Vehicles è di casa a Cardington, proprio dove furono costruiti i dirigibili britannici usati durante la prima guerra mondiale. La loro fortuna si interruppe nel 1930, quando un incidente uccise una cinquantina di persone, tra cui il "ministro dell'aria" della Gran Bretagna.

Ma a differenza di quei velivoli e dell'Hinderburg, lo zeppelin tedesco che nel 1937 fu coinvolto in un incidente in cui persero la vita 35 persone, quelli di oggi sono riempiti di elio e non di idrogeno, altamente infiammabile.

TRASPORTI E SCIENZA. Airlander 10 può aprire una nuova pagina nell'uso di questi aeromobili. Ne è sicuro McGlennan, che si dice certo che vi sarà un gran numero di clienti per il trasporto di merci e per la raccolta di dati scientifici in aree dove è necessaria una sorveglianza di più giorni.

La versione appena costruita può trasportare fino a 10 tonnellate di materiali (merci o passeggeri), ma la società si dice speranzosa di costruire, in futuro, modelli con una capacità di carico anche di 50 tonnellate. Una voce fuori da coro arriva da Chris Pocock della rivista aeronautica AIN, il quale sostiene che fino ad oggi non ci siano stati dirigibili "credibili" e che, anche se Airlander lo sarà, è difficile che possa essere economicamente competitivo con gli aerei.


Fonte: focus.it

mercoledì 28 settembre 2016

Quando lo smartphone fa ingrassare...


Dimmi come ordini e ti dirò quanto mangi sano: lo afferma un recente studio condotto da un team internazionale di ricercatori secondo il quale ordinare i pasti attraverso un touch screen incide sulla scelta delle portate. E a farne le spese sono la linea e la salute.

Aradhna Krishna della Michigan's Ross School of Business insieme a Hao Shen e Meng Zhang della Chinese University of Hong Kong hanno infatti scoperto che scegliere che cosa mangiare scorrendo con le dita su tablet e smartphone ci fa prediligere i piatti che danno maggior gratificazione, a discapito di quelli più sani.

In altre parole, se sullo schermo dell’iPad ci viene offerta la possibilità di scegliere tra un gustoso hamburger e un'insalatina, le nostre dita tradiranno i buoni propositi e ci faranno ordinare il primo piuttosto che la seconda.

TROPPO REALISMO. Secondo i ricercatori il responsabile di questo comportamento è un meccanismo noto come simulazione mentale, che ci fa associare il tap sullo schermo al gesto vero e proprio dell’afferrare il piatto più appetibile.

La buona notizia è che spezzare questo circolo vizioso è tutto sommato facile: basta infatti interagire con lo schermo utilizzando una pennina o un mouse.

Krishna e il suo team hanno condotto un test su alcuni volontari e hanno chiesto loro di ordinare una macedonia o una cheesecake utilizzando degli iPad e dei computer fissi. Chi ha utilizzato l’iPad ha scelto la torta nel 95% dei casi, contro il 73% di coloro che aveva ordinato con pc e mouse.

Risultati simili sono stati ottenuti ripetendo il test solo con gli iPad, ma utilizzati con le dita oppure con gli appositi stilo.
           
NON TOCCARE. Sembra quindi che la simulazione mentale venga scatenata proprio dal toccare l’immagine del piatto con le dita. Un secondo test sembra confermarlo: i ricercatori hanno spostato il pulsante “ordina” lontano dall’immagine, in modo tale che per per effettuare la scelta non fosse necessario interagire con la fotografia della portata. In questo caso l’effetto “touch screen” sembra quasi del tutto annullato.

Lo studio, che è stato pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Marketing Research, sembra quindi dimostrare come le aziende possano influire sulle scelte dei consumatori senza che questi se ne rendano conto. E come, in questo caso, possano guidare i propri clienti verso il consumo di alimenti a più elevato consumo calorico.

Fonte: focus.it

giovedì 15 settembre 2016

La mappa interattiva delle rotte navali mondiali


Quante navi stanno attraversando gli oceani in questo momento? Per farvi un'idea date un'occhiata a questa cartina: una fotografia dei traffici marittimi relativa al 2012, ma ancora attuale.

Auto, petrolio, abiti, cibo: ogni anno, 11 miliardi di tonnellate di merce attraversano il mare per viaggiare da un continente all'altro. Se alle mappe delle rotte aeree siamo ormai abituati, è più difficile vederne una di quelle navali: a colmare questo vuoto hanno pensato i ricercatori dell'Energy Institute dell'University College London.

Gli scienziati hanno raccolto i dati relativi ai movimenti di centinaia di navi commerciali nei mari del mondo, nel corso del 2012 (anche se i primi mesi, da gennaio a buona parte di aprile, non sono coperti). Insieme allo studio di data visualization Kiln li hanno poi trasferiti su una mappa interattiva, sovrapposta a una mappa batimetrica (che misura la profondità dei fondali).

Fonte: focus.it

martedì 6 settembre 2016

Terremoto: togliete la password al vostro wi-fi ma con attenzione


Per aiutare nell'emergenza togliete la password al vostro router Wi-Fi (di solito raggiungibile all'indirizzo http://192.168.1.1 o http://192.168.1.0) , ma evitate accessi ad account sensibili (banca): gli sciacalli sono ovunque.

I consigli per la sicurezza
Se abitate nelle zone del sisma potete togliere la password al Wi-fi ma attenti agli sciacalli che vi potrebbero entrare "virutalmente" in casa. Ecco i consigli:

1. Evitare di controllare la propria mail;

2. Non  navigare nel proprio home-banking e, in generale, su siti e servizi che necessitino una nostra autorizzazione con nome utente e password (per es. facebook)

3. Se avete memorizzato user e password per questi sito, in modo da non doverla digitare di nuovo, evitate di connettervi a quegli specifici indirizzi.


Internet è nata per essere un sistema di comunicazioni di back up, da usare quando telefono, telegrafo e stazioni radio sono messe in crisi. È quanto sta accandendo in queste ore, dopo la scossa di terremoto che ha colpito il Centro Italia.

RETE MOBILE IN CRISI. Tutti stanno cercando di chiamare coi cellulari: questo sta mettendo in crisi la capacità di trasmissione delle “celle”, i nodi base della telefonia mobile. Troppi utenti si collegano, la cella si riempie e nessuno chiama più. Da qui, gli appelli degli Internauti e della Protezione Civile a togliere le password dai propri router wi-fi, in modo da permettere a chiunque abbia un pc portatile o uno smartphone o un tablet di connettersi a Internet e telefonare via Skype o con altri sistemi voip.

ATTENZIONE ALLA SICUREZZA INFORMATICA. L’appello è sensato e togliere la password wi-fi è un gesto più che corretto. Bisogna però fare attenzione. La password del wi-fi protegge la nostra identità digitale: se la togliamo, lasciamo che tutto ciò che vi transita sia visibile “in chiaro” da malintenzionati. Quindi, è giusto toglierla per consentire a tutti, in un momento di grave emergenza, di utilizzare la Rete: ma è bene anche proteggersi, evitando di controllare la propria mail, o navigare nel proprio home-banking e, in generale, su siti e servizi che necessitino una nostra autorizzazione con nome utente e password. Attenzione: se avete memorizzato questi dati nel browser (“Vuoi salvare la password per questo sito, in modo da non doverla digitare di nuovo?”) evitate di connettervi a quegli specifici indirizzi.

IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO. Abbiamo chiesto consigli anche ad Antonio Forzieri, esperto di sicurezza informatica per Symantec. «Aprire il wifi è un grosso favore alla cittadinanza: teniamo però conto dell’esistenza di malintenzionati e comportiamoci di conseguenza. Anche se il nostro pc è connesso al router via cavo, nulla cambia. Dobbiamo considerare che, col wifi aperto, è come se dessimo la possibilità a chiunque di sedersi al nostro fianco e guardare lo schermo del pc o dello smartphone».

Quindi, valgono le regole di comportamento che abbiamo citato: «Più una. Prima di aprire il wifi, aggiorniamo il nostro sistema operativo con tutte le patch di sicurezza: in questo modo impediremo che qualche utente fraudolento “depositi” software maligno sulla nostra macchina».

COME RESETTARE LA PASSWORD. Per rimuovere la password e rendere a tutti accessibile la propria rete si può agire via software, modificando le impostazioni di configurazione del router, oppure seguendo pochi e semplici passi. La maggior parte dei router/modem adsl sono venduti con una configurazione base che prevede wi-fi attivo e senza password, per cui è necessario resettare il router stesso. Sul retro si trova un piccolo bottoncino, di solito adattato per la punta di una penna. Premetelo per 10 secondi. A quel punto il router si resetta con le impostazioni di fabbrica e nel 90% dei casi tornerà ad essere attivo, con wi-fi aperto e senza password.

Fonte: focus.it

mercoledì 31 agosto 2016

L’idrogeno? È già qui


Sono passati cinquant’anni da quando, per la prima volta, l’idea di un’automobile spinta a idrogeno – un mezzo capace di respirare aria per restituire acqua, azzerando l’inquinamento dovuto ai trasporti – ha iniziato a sembrare una possibilità più che un’utopia. Oggi, quell’idea è così concreta che chiunque in Giappone, ma anche in Danimarca, Germania, Gran Bretagna e presto in altri Paesi europei, può salirci sopra e guidarla.

Merito di Mirai, la berlina di Toyota il cui nome significa non a caso “futuro”: è frutto di milioni di chilometri nei centri prova, di 10 anni di test su strade pubbliche in tutte le condizioni climatiche, dalle temperature più rigide al caldo più torrido, di infiniti e rigorosi crash test e di lavoro congiunto con i governi e i ricercatori di tutto il mondo per renderne sicuro e facile il rifornimento. Nel serbatoio entra idrogeno (che può essere ricavato dall’acqua utilizzando fonti rinnovabili come l’energia solare ed eolica, oppure prodotto da materiali di scarto come i detriti fognari), dagli scarichi esce solo vapore acqueo. Per un’esperienza di guida ecologica, silenziosa, ma anche piacevolissima.

Lo schema di funzionamento: nel motore entrano idrogeno e ossigeno, esce vapore acqueo. Clicca sull'immagine per ingrandirla
MOTORE. Abbina la tecnologia delle celle a combustibile alla tecnologia ibrida e assicura una potenza massima di 114 kW (155 cavalli). È molto più efficiente rispetto ai tradizionali motori a combustione interna e non produce CO2 né agenti inquinanti. Le celle a combustibile sono in grado di fornire elettricità sufficiente per alimentare un’abitazione per una settimana. L’autonomia è di quasi 500 km con un pieno di idrogeno e i tempi di rifornimento di circa tre minuti.

ITALIA. Due sono i freni attuali allo sbarco nel nostro Paese. Il primo è normativo: i serbatoi di Mirai consentono di stoccare il gas a 700 bar, ma in Italia il limite di erogazione è di 350 bar. La sicurezza dei serbatoi è garantita da una struttura a tre strati di plastica rinforzata con fibra di carbonio e da un sistema di sensori che chiude le valvole del serbatoio in caso di eventuali fuoriuscite. Il secondo ostacolo è che manca una rete capillare di distributori d’idrogeno perché l’auto possa circolare.

Fonte: focus.it

domenica 28 agosto 2016

Uber lancia il primo taxi senza autista


L’azienda americana annuncia l’arrivo entro la fine del mese della prima flotta di vetture a guida autonoma. Ecco come funzionerà il servizio, per ora solo sperimentale.

Mentre Google, Apple, Tesla e i big dell’automobile lavorano più o meno segretamente da anni allo sviluppo delle auto senza conducente con poche novità di rilievo, Uber sorpassa tutti e, a sorpresa, annuncia il lancio di una flotta di Uber car completamente autonome.

NOLEGGIO SENZA CONDUCENTE. Sì avete capito bene: la prossima auto di Uber che verrà a prendervi in aeroporto o in stazione potrebbe non avere l’autista. Il servizio sarà attivato entro la fine del mese in via sperimentale nella cittadina americana di Pittsburgh.

Le auto scelte per il test sono dei SUV della Volvo equipaggiati con tutto il necessario per poter viaggiare da soli. A bordo del veicolo saranno comunque presenti un tecnico in grado di intervenire in caso di necessità e un assistente che prenderà nota di tutto quanto succederà durante il tragitto.

La flotta robotizzata sarà composta da 90 vetture e chi, prenotando una corsa, avrà la fortuna di vedersela assegnare non dovrà nemmeno pagare il costo del viaggio, che sarà offerto dall’azienda.

L’inatteso annuncio è stato dato lo scorso 18 agosto a Bloomberg dallo stesso Travis Kalanick, amministratore delegato di Uber.

SHOPPING HI-TECH. A differenza di altre aziende Uber ha scelto di non sviluppare internamente la propria vettura senza conducente ma di acquistare la tecnologia necessaria da un’azienda specializzata.

Recentemente Uber ha infatti acquisito Otto, una promettente start-up che ha realizzato un kit in grado rendere autonomi i camion e che può essere adattato per lavorare su SUV e berline.

L’esperimento di Uber è sicuramente uno dei più sofisticati visti fino ad oggi in questo settore: se tutto andrà secondo quanto annunciato dall’azienda nel giro di qualche mese sapremo se il futuro dell’auto senza conducente è un po’ più vicino.

IL FUTURO È GIÀ QUI. L'esperimento di Uber, però, non sarà il primo in assoluto. Un servizio di taxi con auto a guida autonoma ha già debuttato a Singapore. Tra i fondatori di nuTonomy, la startup che l'ha lanciato, c'è anche un professore italiano dell'Mit, Emilio Franzoli. 


Fonte: focus.it