martedì 29 marzo 2016

La tuta bionica che ti fa invecchiare

Risultati immagini per La tuta bionica che ti fa invecchiare




Come ci si sente nei panni di un 75enne? Un esoscheletro hitech ricrea le condizioni muscolari, visive, verbali e uditive tipiche della terza età, e mostra le sfide che deve affrontare chi l'ha raggiunta.


simulatore
L'esoscheletro "macchina del tempo", che ci porta in là con gli anni.
  
L'età che avanza può rendere titanico uno sforzo che un tempo sembrava banale: ora anche chi dalla vecchiaia è lontano può sperimentare in prima persona gli effetti sul corpo del tempo che passa.

Genworth R70i Aging Experience è un progetto che sfrutta le potenzialità di un esoscheletro e di visori per la realtà virtuale per far vivere in prima persona le conseguenze dell'invecchiamento. L'idea, spiega Bran Ferren, cofondatore di Apple Minds, la compagnia che l'ha prodotto, è di sfruttarlo per dar vita a un dibattito sulle difficoltà che deve affrontare una popolazione sempre più anziana.

VISTA OFFUSCATA. L'esperienza coinvolge dalla testa ai piedi. Un caschetto Oculus Rift ricrea gli effetti della visione tubolare, una restrizione del campo visivo che può colpire con l'età che avanza, e anche della degenerazione maculare, un danneggiamento della parte centrale della retina che ostacola la visione del centro del campo visivo e del colore.

Come vedono gli anziani
        
DURI D'ORECCHI. Con l'udito non va meglio. Il casco simula un fastidioso e continuo ronzio nelle orecchie: è il tinnito, che rende l'ascolto una missione particolarmente difficile. Un ritardo nel microfono del casco riproduce gli effetti dei disturbi linguistici che possono colpire l'anziano, come l'afasia, la perdita della capacità di produrre o comprendere il linguaggio dovuta a lesioni cerebrali: in questo caso, chi indossa la tuta prova a parlare, ma sente quello che dice alcuni istanti dopo, e non riesce a comunicare.

MOVIMENTI DIFFICILI. Per lenire lo stress c'è l'esperienza finale, una camminata sulla spiaggia. Ma l'esoscheletro riproduce su muscoli e giunture la fatica e la rigidità che sperimenta un anziano: bastano pochi passi per iniziare a sudare e far impennare le pulsazioni cardiache. Chi ci ha provato, ha poi dichiarato che, in queste condizioni, farebbe fatica ad uscire di casa.

FONTE: focus.it

mercoledì 9 marzo 2016

Tablet Windows, perché tutti li comprano?

Risultati immagini per Tablet Windows, perché tutti li comprano?

​In controtendenza in un mercato in calo in tutto il mondo. I tablet Windows (clicca qui per scoprire tutti la gamma)  venduti nel 2015 saranno 22 milioni di unità alla fine dell'anno, dice una ricerca Strategy Analytics. Pari al 10 per cento del l'intero mercato dominato da dispositivi Android (68%) e con quelli iOS parecchio distanziati dai primi (22%).


Con i dispositivi 2-1, a marchio Asus, Acer, Lenovo o con i nuovi Surface, Microsoft punta alla rincorsa di Apple come già accaduto con gli smartphone. Secondo la stessa indagine, nel 2019 i tablet Windows raggiungeranno il 18 per cento di share nel 2019 con 49 milioni di unità vendute, tallonando gli iPad (23%) e rosicchiando terreno agli Android, che scendono al 59 per cento.
Da un lato infatti i tablet dotati di tastiera e presa usb vanno progressivamente sostituendosi ai personal computer, essendo in grado di eguagliarli per prestazioni; dall'altro hanno la praticità di un apparecchio leggero, più facilmente trasportabile e dalla batteria durevole. Il successo delle preordinazioni di Surface Pro 4, il primo laptop Microsoft, apre poi a una nuova fascia di mercato che non venga cannibalizzata dai cosiddetti phablet, gli smartphone con schermo superiore a sei pollici.

Fonte: AGR

giovedì 25 febbraio 2016

Il computer non si accende più, cosa fare?


Cosa fare quando il computer non si accende più. Il pc non si avvia. Cosa si fa? Quali sono le azioni da fare?


Il computer che non si accende più, purtroppo è un problema che spesso si verifica. Un evento del genere capita almeno una volta nella vita a chi utilizza un computer. In questa guida vedremo tutto quello che c’è da fare, le azioni da intraprende e le possibili cause, quando il computer non si accende più.
Cerchiamo di capire subito quali sono le cause possibili che impediscono il corretto avvio del computer, le soluzioni e le azioni da seguire per iniziare la cura a questo malfunzionamento.

Sintomi

Il pc non si avvia, quindi premendo il pulsante di accensione, cioè il tasto power, il pc non da cenni di vita. Premendo il pulsante power il pc non si accende, non si sentono rumori di ventole e nessun led si illumina.


Azioni preliminari

Controllate bene le prese di corrente, se usate una multipresa, controllate che essa funzioni ancora correttamente. Provate a collegare direttamente solo il pc alla presa di corrente e tentate l’avvio. Controllate che il cavo di alimentazione del pc sia ben connesso all’alimentatore (retro del case).
Se il problema non è risolto seguite il passo seguente

Possibili cause del problema

I motivi sembrerebber essere di tipo hardware. Quindi, purtroppo, le cause del problema potrebbero essere dovute al mal funzionamento di alcuni componenti del pc. I componenti che possono generare questo tipo di problema sono: processoreramalimentatore, scheda madre o scheda video, oppure un guasto allabatteria. Il monitor oscurato è veramente remota come possibilità ed inoltre se fosse dovuto al monitor guasto, all’avvio del pc si sentirebbero girare ventole e si vedrebbero led di accensione.

Verifiche veloci da fare

Un check veloce può essere quello della batteria. La soluzione più rapida e logica è tentare di avviare il computer senza batteria, collegandolo solamente con l’alimentatore (il caricabatteria). Oppure provare a sostituire la batteria con una nuova. La batteria si trova sulla scheda madre del pc, occorre aprire il case, svitanto il pannello di sinistra. La batteria tampone è facilmente individuabile e si trova sulla scheda madre. Vedere immagine in basso:
Se non è la batteria, la seconda cosa da verificare velocemente è la memoria ram, uno dei componenti più delicati. Se sulla scheda madre c’è più di un banco di ram, si può provare a staccare tutti i banchi di ram e provarne uno per volta a rotazione. Se sulla scheda madre c’è solo un banco di ram, il test non può essere eseguito, a meno che non avete a portata di mano un banco di ram dello stesso tipo che supporta la vostra scheda madre ed ovviamente funzionante.
Altro check veloce è quello di staccare tutte le periferiche collegate al pc: stampanti, tastiera, monitor, modem, mouse, altoparlanti, router ecc. Provare ad avviare il pc da solo e vedere se va.


Rimedi possibili e soluzioni

Nella maggior parte dei casi il “colpevole” è l’alimentatore del pc. L’alimentatore è un componente molto importante di un computer, anche se spesso sottovalutato. Questo componente ha il ruolo di alimentare tutti gli altri componenti del pc e solitamente se ci sono sbalzi di tensione è il primo componente a “saltare”. Per capire se funziona, occorre avere un tester, in grado di verificare la tensione uscente dai vari connettori.
Se non funziona, il passo successivo è chiaramente sostituire l’alimentatore. Nella maggior parte dei casi quando l’alimentatore si brucia, gli altri componenti, non dovrebbero aver subito danni. L’alimentatore in sostanza fa da scudo protettivo verso tutte le altre unità del pc.
Cambiare alimentatore non è un’operazione impossibile. Una volta smontato ed individuato l’alimentatore (la scatolina in cui viene inserito il cavo di alimentazione), bisogna individuare la potenza. Su pc ad uso domestico si usano solitamente alimentatori inferiori a 500w, su pc da gaming o configurazioni abbastanza spinte si va oltre. Capito il wattaggio dell’alimentatore potete acquistarne uno su Amazon ad esempio. Dico Amazon perchè si risparmia tantissimo rispetto ad un normale negozio. Ecco alcuni alimentatori che mi sento di consigliare, chiaramente scegliere il wattaggio a seconda della vostra configurazione pc.
Fonte: milleguide.com

venerdì 12 febbraio 2016

BILL GATES: LE OPPORTUNITÀ PER INVESTIRE IN FONDI

Risultati immagini per bill gates

Manca un mese all’atteso appuntamento di Parigi con la Cop 21 (30 novembre – 11 dicembre 2015), la Conferenza della Nazioni Unite dove 150 Paesi si interrogheranno ancora una volta sui mutamenti climatici. Alla vigilia del summit gli animi si sono surriscaldati tanto quanto il Pianeta. Così un accordo sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica (Co2) che fino a poche settimane fa era dato per scontato adesso è tutto in salita. La ragione è che i Paesi del G77 – oltre 134 Stati in via di sviluppo – non si fidano degli impegni finanziari presi dai Paesi dell’Occidente: circa 100 miliardi di investimenti da qui al 2020.

 Il tema è proprio questo. Cosa accadrà tra 5 anni? Su questo si interroga anche Bill Gates, fondatore di Microsoft e filantropo con la sua Fondazione, in una lunga intervista sulla rivista Atlantic in cui affronta il problema del clima. “Abbiamo bisogno di un’innovazione che ci dia energia più economica degli idrocarburi, a zero emissioni e affidabile quanto il sistema energetico odierno” dice Gates. “Abbiamo bisogno di un miracolo energetico. Può sembrare scoraggiante, ma nella scienza i miracoli avvengono di continuo”.
Il fondatore di Microsoft, esattamente come i Paesi del G77, sa benissimo che è un fatto anche economico e non solo di volontà. Per questo ha promesso investimenti per 2 miliardi di dollari nella ricerca in campo energetico e si dice “ottimista” proprio grazie alle potenzialità dell’innovazione, che però va spinta con l’obiettivo di arrivare allo sviluppo di nuove tecnologie entro i prossimi 15 anni.
La sfida è contro il tempo per scongiurare che venga superato il limite internazionale di 2 gradi centigradi per l’aumento delle temperature. Perché non accada, secondo Gates, sia il settore pubblico sia quello privato dovranno incrementare notevolmente gli investimenti in ricerca e sviluppo. Allo stesso tempo è necessario aumentare le tasse sulle emissioni. “Senza una carbon tax considerevole, non ci sarà l’incentivo a passare alle energie pulite” dice Gates e auspica che già nel 2050 Paesi come gli Stati Uniti e la Cina – nella top 5 dei grandi inquinatori insieme con India, Giappone e Russia – smettano di aggiungere anidride carbonica all’aria, raggiungendo le emissioni zero.
Nella schiera degli attivisti pro clima, oltre a Gates, si sono iscritti un centinaio di accademici, figure di spicco della società civile mondiale come Desmond Tutu, Vivienne Westwood, Naomi Klein e Noam Chomsky assieme a molti altri referenti di realtà di movimento invitano i cittadini all’azione per chiedere un vero e proprio cambiamento strutturale. Insieme hanno firmato un appello “Stop Climate Crime” prodotto e diffuso da 350.org e Attac France.
In campo sono scese anche le industrie del Big Oil. Dieci manager delle principali società mondiali di settore tra cui BG Group, Bp, Eni, Pemex, Saudi Aramco, Shell, Sinopec e Total hanno lanciato il primo report “Più energia, meno emissioni” che ha messo nero su bianco l’impegno del settore verso un’energia a minor contenuto di Co2.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo una ricerca della Stanford University pubblicata sulla rivista Nature, il riscaldamento globale sta impoverendo il mondo a tal punto che il Prodotto interno lordo (Pil) globale nel 2100 sarà inferiore del 23% rispetto a quello che potrebbe essere senza gli sconvolgimenti climatici. Lo studio “Global non-linear effect of temperature on economic production” ha preso in considerazione i dati storici relativi al rapporto tra aumento di temperatura e produttività, senza tener conto dell’impatto economico dell’innalzamento del livello dei mari, delle tempeste o degli altri effetti del cambiamento climatico. Se non si fa fronte a questa emergenza, spiega lo studio, il costo sarà di 44mila miliardi di dollari di perdita di Pil al 2060 se la temperatura aumenterà di 2,5 gradi e addirittura di 72 mila miliardi se l’aumento sarà di 4,5 gradi centigradi.


Non va troppo distante da questi numeri un altro studio firmato da Citigroup che collega l’emergenza climatica al calo del Prodotto interno lordo: secondo la banca americana contenendo l’aumento di temperatura entro 1,5 gradi nei prossimi 15 anni si può contenere la perdita di Pil mondiale entro i 20 mila miliardi di dollari.
Per investire sul clima e le azioni che Governi e aziende nel mondo stanno mettendo a punto sono tante le strade. Online Sim ne ha selezionate due:
  • C’è quella diretta sui fondi azionari internazionali che hanno come strategia di investimento l’acquisto di titoli di società che conducono attività legate al cambiamento climatico. Con un’avvertenza: il periodo minimo consigliato per questi fondi è di almeno 5 anni. Qui si trovano i migliori prodotti a 3 anni.
  • Un’altra strada è quella dei fondi che investono sulla trasformazione dell’agricoltura verso sistemi più sostenibili (Categoria Morningstar: Azionari settore agricoltura). Ecco i migliori cinque per rendimento a 3 anni.
Fonte: www.onlinesim.it

giovedì 21 gennaio 2016

"Banda larga in tutte le scuole entro il 2018"

"Banda larga in tutte le scuole entro il 2018"

Far viaggiare la scuola italiana alla massima velocità. Il governo ribadisce l'intenzione di cablare tutte le scuole con la banda larga disponibile in ogni istituto entro il 2018. Un passo necessario per digitalizzare il Paese e portare l'Italia "fuori dal Medioevo", secondo il Governo, con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e il premier Matteo Renzi in prima linea per mantenere la promessa e affermare "un diritto, non un optional".


Certo, digitalizzare la scuola italiana è una sfida complessa e ambiziosa, anche e soprattutto dal punto di vista economico, ma le buone intenzioni ci sono e, a quanto pare, anche gli stanziamenti: qualche tempo fa il Ministro dell'istruzione Stefania Giannini aveva annunciato un piano nazionale da un 1 miliardo di euro per aggiornare anche aule, infrastrutture, comparti amministrativi e contenuti, con 600 milioni previsti per portare la banda larga nei diversi istituti entro il 2020.
"La banda larga raggiungerà tutte le scuole italiane entro la fine della legislatura", ha detto all'assemblea dei gruppi parlamentari del Pd Matteo Renzi, da sempre impegnato per un approccio digitale in ogni ambito del quotidiano. Stessa lunghezza d'onda per il ministro Giannini, che ritiene la digitalizzazione cruciale per riposizionare il nostro modello educativo in una società in cui la digitalizzazione è diventata fenomeno pervasivo, in senso orizzontale e in verticale.
Tre le azioni chiave del piano. Primo, dare strumenti tecnologici alla scuola nel suo complesso, con la banda larga in ogni istituto, ambienti digitali per la didattica e sistemi di amministrazione digitale per le segreterie. Secondo, coinvolgere direttamente gli insegnanti con un ruolo centrale del coding e una maggiore alternanza scuola-lavoro. Terzo, formare tutto il personale, docente e non, con il nascituro Osservatorio Scuola digitale.
Fonte: agr.it