mercoledì 22 novembre 2017
Smart glasses: dispositivi del futuro
Berlin 2.0 - The Future of Optics
Era il 1846 quando Carl Zeiss fondò nella cittadina di Jena (in Turingia) la propria fabbrica di apparecchi ottici di precisione. Quello stabilimento sorto in uno dei Land più piccoli della Germania sarebbe ben presto diventato un'azienda di fama mondiale. Il gruppo Zeiss è oggi leader internazionale nelle tecnologie ottiche e optoelettroniche (l'optoelettronica è quel ramo dell'elettronica che si occupa dei meccanismi per trasformare la luce in segnali elettrici e viceversa). La foto del 1969 che ritrae Edwin “Buzz” Aldrin in piedi sulla superficie lunare fu scattata dal compagno di missione Neil Armstrong con una macchina fotografica dotata di obiettivo Zeiss. E nel 1988 l'azienda tedesca vinse un Premio Oscar al merito tecnico-scientifico per la progettazione e lo sviluppo di una serie di lenti super-veloci per la fotografia cinematografica.
Dallo sviluppo di moduli fotografici per smartphone all'utilizzo della microscopia immersiva per mappare in 3D il cervello umano, la Carl Zeiss ha macinato una lunga serie di successi anche ai giorni nostri, spesso anticipando i propri competitor di parecchi anni. Merito soprattutto della sua attenzione al futuro. Ed è stato proprio per parlare di futuro, in questo caso di quello dell'ottica, che da lunedì 25 a giovedì 28 settembre la Global Community Vision Care Zeiss si è riunita a Berlino. L'evento Berlin 2.0 - The Future of Optics, che ha coinvolto migliaia di persone di decine di nazionalità diverse, si è svolto alla Funkhaus Berlin, un vecchio impianto industriale di 135mila metri quadrati lungo il fiume Sprea che dal 1956 al 1990 ha ospitato la sede della Rundfunk der DDR (la radio pubblica della Repubblica Democratica tedesca).
In un clima di festa - c'è stato spazio anche per momenti di gioco, spettacoli e persino per un giro sulle montagne russe con addosso dei visori per la realtà virtuale -, la Zeiss ha presentato le ultime novità della propria divisione Vision Care. Ma innanzitutto ha lasciato che Nick Sohnemann, esperto di analisi dei trend e delle innovazioni di mercato e ceo della società Future Candy di Amburgo, descrivesse alla platea quello che, secondo lui, sarà il mondo fra cinque anni.
L'era degli smart glasses
Big data, connessione 24 ore su 24, auto senza conducente, ologrammimi, documenti virtuali, alimenti stampati in 3D, robot. Questi, secondo Sohnemann, gli elementi della nostra vita quotidiana nel 2022. Ma i veri protagonisti saranno gli smart glasses, che però - afferma il trend analyst - non porteranno alla definitiva scomparsa degli smartphone. «Gli smart glasses verranno utilizzati soprattutto in ambito lavorativo», ha spiegato al Corriere Sohnemann. «L'uso dello smartphone verrà limitato sempre più al tempo libero».
Durante il Mobile World Congress 2017, che si è tenuto tra febbraio e marzo a Barcellona, la Deutsche Telekom e la Zeiss hanno annunciato una collaborazione proprio nel campo degli smart glasses, dispositivo per cui la seconda ha già sviluppato un prototipo di un sistema ottico ad hoc. «I dati sono proiettati nel campo visivo di chi indossa gli occhiali», si legge in un comunicato stampa della Zeiss seguito al Mobile World Congress 2017. «Informazioni, app, immagini etc. compaiono [in questo modo] di fronte ai propri occhi».
Le nuove lenti per occhiali EnergizeMe
Berlin 2.0 - The Future of Optics è stato anche l'occasione per presentare le lenti per occhiali EnergizeMe (ultima novità nell'ambito di lenti Zeiss dopo il lancio delle DriveSafe nel 2015). Si tratta delle prime create apposta per permettere a chi indossa le lenti a contatto (quattro milioni di italiani, riferisce la Zeiss) di riposare gli occhi dopo il loro uso, soprattutto in caso di intenso utilizzo di dispositivi digitali.
Le lenti EnergizeMe sono dotate della Tecnologia Digital Inside, che consente una buona visione sia degli stampati (la cui lettura avviene a una distanza di 40-45 cm) sia dei dispositivi digitali (in genere tenuti a una distanza di 30-35 cm). Sono inoltre caratterizzate dal trattamento antiriflesso DuraVision® BlueProtect, pensato per chi passa la maggior parte del tempo in interni esposto alla luce blu generata dagli schermi dei dispositivi a Led quali TV, computer o tablet. E proprio dei danni causati alla vista dalla luce blu - e dai raggi ultravioletti - si è parlato nella Expert Area allestita per l'evento.
Il centro ottico ideale
La vera star dell'evento è stata però VisuFit 1000, che verrà presentato ufficialmente a Opti 2018 (la fiera di Monaco dedicata all'occhialeria). VisuFit 1000, il cui prezzo di mercato sarà di 28mila euro, è uno strumento destinato ai negozi di ottica che permetterà ai potenziali clienti di provare virtualmente diversi tipi di occhiali. «Si tratta di una piattaforma attraverso cui l’ottico proiettato verso il futuro - connettendosi all’intero sistema di analisi presente nel centro ottico - può gestire al meglio la raccolta di tutti i dati anatomici e di montatura fondamentali per una perfetta integrazione occhio-lente», ha detto al Corriere l'ufficio stampa Zeiss.
E al futuro e alla tecnologia dovrebbero guardare anche i centri ottici. Almeno secondo l'azienda tedesca, che all'interno della Funkhaus Berlin ha messo in piedi un modello ideale di negozio - dove attraverso l'app VISUCONSULT l'ottico è in grado di gestire tutti i passaggi nel percorso d'acquisto del cliente, il quale a propria volta grazie ai visori per la realtà virtuale Zeiss può sperimentare la visione con diverse tipologie di lenti.
Le patologie visive in realtà virtuale
I visori per la realtà virtuale (l'azienda tedesca ha sviluppato i VR One e i VR One Plus) rivestono un ruolo importante anche per quanto riguarda il Vision Science Lab di Zeiss, un laboratorio di ricerca con base presso l’Università di Tubinga (in Germania). I suoi ricercatori hanno coinvolto i partecipanti a Berlin 2.0 - The Future of Optics in alcune attività ludiche in realtà virtuale mirate a mostrare quali sono gli effetti dei cambiamenti nella performance visiva dovuti a degenerazioni del cristallino (cataratta) o a danni retinici (degenerazione maculare) e quali gli impatti che questi disagi hanno sulla visione.
Fonte: QUI
mercoledì 8 novembre 2017
FrontRow, la telecamera del futuro
Un ciondolo che trasmette in diretta ciò che vediamo: il dispositivo creato da Ubiquity Lab ricorda il mondo distopico descritto nel romanzo di Dave Eggers. La vita di una ragazza sempre collegata ai suoi followers tramite videocamera
FrontRow, la telecamera che sembra uscita da The Circle
Se avete letto The Circle di Dave Eggers o visto l'omonimo film con Tom Hanks e Emma Watson l'idea potrebbe suonarvi familiare. Perché FrontRow, creato dalla società Ubiquity Lab, è molto simile a SeeChange, la telecamera descritta da Eggers con cui gli abitanti di un mondo distopico dove regna sovrana The Circle, una multinazionale a metà tra Google e Facebook, si possono connettere h24 con i propri followers, trasmettendo la propria vita in diretta. I creatori di FrontRow forse hanno preso spunto da qui per creare una sorta di ciondolo smart che in realtà è una videocamera sempre accesa.
In versione black e pink
Per i più attenti al look, per ora FrontRow è disponibile solo nera, ma tra poco sarà acquistabile anche in rosa (forse per attirare un pubblico femminile?). Tre elementi rimarranno sempre invariati: l'occhio della telecamera posizionato sulla parte superiore della placca; lo schermo touchscreen di 5cm di diametro e i due tasti posizionati ai lati. Uno per fotografare, l'altro per bloccare o sbloccare il dispositivo. FrontRow si può inserire come ciondolo in una catena da tenere al collo, oppure applicare come una spilla agli abiti. Costa 399 dollari e al momento è disponibile solo per il pubblico americano.
Come funziona FrontRow
La telecamera si connette tramite wifi o Bluetooh con lo smartphone, dove si possono salvare tutti i file video o foto. Ma lavora anche in modo indipendente, salvando al suo interno tutti i documenti. Con FrontRow si possono fare delle trasmissioni live, sempre connettendosi a una rete wifi. Ci sono poi altre due modalità: la storia, che registra in timelapse, e la macchina fotografica per scattare. Per condividere i contenuti sui vari social, infine, servirà ancora lo smartphone, perché FrontRow funziona con un sistema operativo di Android modificato, ma non ha le stesse funzionalità di un vero cellulare.
Non solo per filmare
La telecamera funziona anche come macchina fotografica, ma non dimentichiamo che c'è anche un sistema operativo. Sullo schermo touch di FrontRow si vedono le icone dei social con cui possiamo condividere le nostre immagini. E nello stesso tempo possiamo rivederle all'interno dei «momenti», un archivio per tutto quello che abbiamo filmato in precedenza. Chi ha già provato FrontRow avverte solo di un problema, quello della batteria: chi volesse davvero cimentarsi nella trasmissione no-stop della propria vita, dovrà ricordarsi di avere un caricatore sempre con sé, perché ogni due ore circa potrebbe averne bisogno.
Connessi h24
In The Circle, romanzo del 2013 di Dave Eggers — uscito in Italia un anno dopo pubblicato da Mondadori — la protagonista Mae Holland indossa una videocamera che per tutto il giorno, tranne quando è in bagno o dorme, manda live le immagini che lei «vede». Il libro è ambientato in un mondo distopico dove la multinazionale The Circle (dove Mae lavora) ha ideato il sistema TrueYou, dove tutti possono costruire la propria identità digitale tramite cui compiere qualsiasi tipo di azione. Dalla «socializzazione» — che diventa più che un’ossessione — ai pagamenti. SeeChange, la telecamera da portare sempre con sé e da indossare, è la nuova invenzione della società che porta all’estremizzazione l’idea di trasparenza che inseguono i tre saggi che la dirigono. FrontRow sembra proprio la trasposizione nella realtà di questa webcam indossabile. The Circle è diventato anche un film, uscito nell’aprile del 2017, i cui protagonisti sono Emma Watson e Tom Hanks.
La fine della privacy?
Trasmettendo sempre la propria vita online, si rischia di perdere ogni tipologia di privacy. Potrebbe succedere con FrontRow ed è lo stesso pericolo di cui si parla in The Circle, dato che Mae diventa la prima persona completamente trasparente (senza privacy) del mondo. Come dice uno degli slogan nel romanzo: «Se non sei trasparente, cos’hai da nascondere?»
Ne abbiamo veramente bisogno?
L'interrogativo che nasce da un'idea come FrontRow è molto semplice: quale necessità c'è di avere un'app che trasmetta quello che vediamo tutti i giorni? Chi sarebbe disposto a rimanere incollato davanti a uno schermo vedendo treni sovraffollati, uffici silenziosi o case più o meno frequentate? Una risposta potremmo averla già dai primi dati di vendita del prodotto.
Fonte: QUI
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