martedì 18 dicembre 2018

Armi del futuro?

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La prossima guerra tra superpotenze potrebbe durare poco, e l'uomo potrebbe essere relegato a un ruolo di secondo piano. A combattere potrebbero infatti essere robot, droni e sistemi elettronici vari, molto più veloci ed efficienti degli umani.


Non stiamo parlando di un futuro lontano: questo è il "presente". Lo scorso maggio i dipendenti di Google hanno manifestato contro il supporto che l'azienda sta offrendo al Pentagono nello sviluppo di droni dotati di intelligenza artificiale, mentre poche settimane fa 400 scienziati hanno discusso la messa al bando della ricerca nel settore delle armi autonome. Chi con l'intelligenza artificiale ci lavora tutti i giorni e ne conosce il potenziale, è (o si professa) "spaventato" dai rischi della corsa agli armamenti intelligenti. Lo spiega Andrea Kisrch in un articolo recentemente pubblicato su Quartz.

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martedì 13 novembre 2018

fornelletto da campeggio a prova di vento

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I campeggiatori lo sanno bene, uno dei punti deboli dei fornelli da campeggio è la loro fiamma scoperta, sensibile agli effetti del vento. Per ovviare a questo problema si sono scomodati nientemeno che al Design and Technology Lab dell'ETH di Zurigo, con un progetto universitario che ha prodotto Peakboil, il prototipo del fornelletto da campeggio più tecnologico del mondo, dotato di un accorgimento che gli consente di funzionare anche nel mezzo di una bufera di vento.


A sinistra, nella foto, il fornelletto completo. A destra il bruciatore, con la sua particolare forma "a spremiagrumi" che migliora il trasferimento del calore. | ETH ZURICH
INCRESPATO. Il cuore di Peakboil è il bruciatore, la cui forma è "increspata" in un modo che lo fa assomigliare vagamente a uno spremiagrumi. Rispetto a una comune forma cilindrica "liscia", questa consente infatti di aumentare l'area di contatto tra la fiamma e il contenitore metallico dentro il quale il bruciatore stesso è incorporato (rendendo così più efficiente la trasmissione del calore).

Ma ecco la sfida principale: trovare un sistema di produzione in grado di realizzare una forma tanto virtuosa da un punto di vista “teorico”, quanto complessa da ottenere con le tecniche tradizionali.

L'UNICO MODO. La soluzione? Una tecnologia di produzione additiva, simile alla stampa 3D, che ha di fatto costruito il bruciatore strato per strato (ognuno spesso appena un trentesimo di millimetro), fondendo selettivamente la polvere di acciaio attraverso un raggio laser. «È solo grazie a questa tecnica che si possono ottenere forme complesse come quelle del nostro bruciatore», ha dichiarato Julian Ferchov, capo del progetto e ricercatore dell'ateneo elevetico.

Otto invenzioni per i viaggi e le vacanze
Il primo prototipo di PeakBoil è stato messo alla prova sul campo, sulla vetta del monte Säntis (2.500 metri di altitudine) nel massiccio elvetico nordorientale: nonostante il fortissimo vento in vetta è stato in grado di far bollire dell'acqua senza battere ciglio.

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giovedì 11 ottobre 2018

realtà virtuale per l'addestramento dei pompieri

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L'addestramento dei pompieri è un'attività che, nonostante tutte le precauzioni, presenta qualche rischio per chi la pratica e per l'ambiente circostante (per esempio a causa della combustione di materiali che possono risultare tossici); in più c'è l'aspetto economico, perché per rendere le simulazioni realistiche spesso è necessario disporre di ricostruzioni di parti di edifici, di vere automobili ecc. 


Come funzionano gli aerei antincendio Canadair?
UN FUOCO VIRTUALE. D'altra parte, però, allenarsi a spegnere un incendio vero, ad affrontare una situazione di emergenza, è indispensabile. Una soluzione per farlo in modo più sicuro, efficiente e rispettoso dell'ambiente è quella progettata da  James Mullins, pompiere volontario e professore associato presso l'Institute for Intelligent Systems Research and Innovation (IISRI) della Deakin University dello Stato di Victoria in Australia. Si chiama Flaim Trainer, è un sistema che sfrutta la realtà virtuale.

ANCHE IL CALORE È SIMULATO. Il cuore del sistema è un visore per la realtà virtuale corredato da tutta una serie di sensori e componenti tecnologici applicati all'equipaggiamento reale per addestrare i pompieri in modo realistico e sicuro. Si potranno ricreare le situazioni più disparate come incendi di auto, aerei, abitazioni, boschi ecc.

Oltre alla ricostruzione 3D dello scenario, nella realtà virtuale vengono simulati i movimenti del pompiere ("tracciati" attraverso un sensore applicato sull'erogatore dell'acqua) e alcune delle sensazioni che si proverebbero nella realtà. La tuta, per esempio, si riscalda grazie a una serie resistenze elettriche applicate sul tessuto: più il pompiere si avvicinerà al fuoco virtuale, più la temperatura andrà ad aumentare nella parte corrispondente del corpo. Ci sono inoltre sensori per monitorare il battito cardiaco, la risposta fisiologica e le prestazioni.

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giovedì 13 settembre 2018

made in Italy nell'era della blockchain

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Cosa sia una blockchain ormai è noto e le analogie si sprecano: è un libro mastro,  un registro di  certificazione, un notaio virtuale, che funziona “peer to peer” e che a regime, secondo gli esperti della materia, disintermedierà molti degli attori fino ad oggi protagonisti nelle quotidiane transazioni  di beni e servizi.


In pratica è  un sistema di certificazione  che collega direttamente i soggetti attivi della transazione. Ogni unità del registro è un “blocco” (da cui block), e i blocchi sono collegati tra loro (chain, catena) nell’ordine in cui sono stati creati. I blocchi sono connessi usando la crittografia, che li lega in modo virtualmente non modificabile. Quindi potremo sin dalla nascita del primo blocco conoscere passo passo la storia e l’evoluzione, di un qualsiasi prodotto, bene o servizio, che si avvale di questa tecnologia. Non abbiamo più bisogno di un certificatore esterno, ma il prodotto stesso è già di per sè, certificato.

Per capire meglio quali sviluppi e quali implicazioni porterà questa tecnologia nelle nostre vite ed in particolare nel settore del made in Italy, abbiamo chiesto il parere di due illustri personalità,  Serenella Sferza del MIT (Massachusetts Institute of Technology), co-direttore del MIT Italy-Program e Alan Tien, laureato alla Stanford University in ingegneria elettronica ed oggi uno dei massimi esperti della materia, ed attualmente consulente senior per alcune delle più innovative start up del settore.

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sabato 25 agosto 2018

esperti sul nostro futuro hi-tech

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Che si tratti di algoritmi, di droni o di robot, in futuro faremo sempre più i conti con sistemi autonomi e "intelligenti", che avranno influenza su quasi ogni aspetto delle nostre vite dal punto di vista economico, sociale e personale. Sembra inevitabile: le nuove tecnologie non fanno che progredire e diventare, per certi versi, più accessibili.

Questo comporta però anche dei rischi: sempre più osservatori si chiedono infatti, man mano che la tecnologia diventa più invasiva, che impatto potrebbe avere sui diritti umani: dal diritto alla vita alla privacy, dalla libertà di espressione ai diritti sociali ed economici. E dunque: come si possono difendere i diritti umani in un panorama tecnologico sempre più modellato dalla robotica e dall'intelligenza artificiale (AI)?
DRONI KILLER. Studiosi come Christof Heyns, docente di diritti umani all’università di Pretoria e relatore delle Nazioni Unite, ha espresso in diverse sedi preoccupazione per le leggi, allo studio in alcuni Paesi, che permetterebbero ai droni militari di decidere autonomamente quando colpire un bersaglio, senza un controllo umano da remoto. Questo li renderebbe armi da guerra decisamente più rapide ed efficaci. «Ma, per esempio», si chiede Heyns, «un computer sarà in grado di esprimere un giudizio di valore sul fatto che un gruppo di persone in abiti semplici che portano fucili non siano combattenti nemici, ma cacciatori ? O soldati che si arrendono?”.

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giovedì 19 luglio 2018

Amazon Kindle


L'Amazon Prime Day è in corso, così abbiamo deciso di segnalarvi tre delle più importanti offerte riguardanti i lettori e-book / tablet della corazzata Amazon, cioè Kindle Paperwhite, Kindle Fire e Kindle Fire HD. Abbiamo però inserito nel mucchio anche lo sconto sull'Nvidia Shield TV, valido per tutta la Prime Week. Osserviamo più da vicino gli articoli.

Kindle Paperwhite
Con i suoi 6" retroilluminati, il Kindle Paperwhite rimane una delle versioni più versatili del lettore e-book Amazon. L'offerta permette di risparmiare 30 euro e di portarselo a casa per 100 euro.

Kindle Fire e Kindle Fire HD
Non solo lettore e-book: il Kindle Fire è il tablet di casa Amazon, disponibile in due versioni. Quella da 7" ha una risoluzione di 1024x600, mentre l'HD presenta uno schermo da 8" con una risoluzione di 1280x800. Nelle loro versioni di base, scontate, costano per oggi rispettivamente 35 euro e 60 euro, con lievi sovrapprezzi nel caso si voglia aumentare la loro memoria di storage. L'8 è più indicato per la visione di film e serie tv.

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martedì 12 giugno 2018

Amazon al lavoro su Anytime, un’app di messaggistica


Amazon sta lavorando al lancio di una propria applicazione di messaggistica chiamata Anytime, secondo quanto riporta il sito AFTV News. Il colosso della vendita online ha iniziato in segreto a sondare i propri clienti sulla possibile novità. Per ora non si sa molto di più di Anytime, se non le supposizioni di AFT News che parla di un prodotto molto completo, che potrebbe addirittura fare concorrenza ai social network, “con un focus sulla messaggistica, sulle chiamate audio e video, sulla condivisione di foto, con la possibilità per gli utenti di applicare dei filtri a foto e video, di menzionare altri utenti, usare Gif e sticker, oltre a sfidarsi nei giochi. Qui sotto alcuni dettagli tratti dal sondaggio fatto con alcuni utenti.

Amazon ha già compiuto dei passi concreti verso il mondo della comunicazione nei suoi prodotti. Negli ultimi mesi ha proposto un’applicazione di video conferenza per gli utenti business, oltre a una funzione per aggiungere chiamate vocali e messaggi al device Alexa. Certo, per Anytime si può parlare di ambizione molto maggiore, di scontro in campo aperto a Whatsapp e Messenger di Facebook.

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venerdì 18 maggio 2018

La storia della NASA


La NASA sta caricando su You Tube centinaia di ore di video rari attraverso l’Armstrong Flight Research Center. Si tratta di materiale relativo a voli di test, lanci e atterraggi che entusiasmeranno i tanti appassionati dello spazio. Rientra nella strategia complessiva di apertura al pubblico degli archivi dell’agenzia spaziale americana, in modo da informare il pubblico sui traguardi storici compiuti e, possibilmente, creare un’ambiente favorevole per robusti finanziamenti futuri che possano permettere nuovi passi nello spazio.

Finora sono circa 300, su un totale che arriverà a 500, le clip caricate sul tubo, con alcuni materiali vecchi di decenni. Non vi resta che divertirvi, navigando fra le suggestioni aerospaziali. Qui sotto ne mettiamo un paio che ci sono piaciuti.

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mercoledì 4 aprile 2018

controlli agli apparecchi elettronici


Se questa estate andrete negli Stati Uniti dovete aspettarvi file particolarmente intense all’aeroporto d’arrivo. La ragione è che la fantomatica Homeland Security ha dato il via al primo giro di vite previsto per aumentare i controlli aeroportuali, con attenzione particolare per gli apparecchi elettronici dei passeggeri. Se, come siamo sicuri, non potete muovervi senza computer, tablet, telefonino e magari una fotocamera siete avvertiti.

Saranno utilizzati individuatori di tracce d’esplosivo, cani specializzati, oltre a un esame approfondito di telefoni e laptop. Oltre a queste, altre misure rimarranno non viste ai passeggeri, almeno a quanto dicono al dipartimento della Homeland Security. Questi ultimi avevano annunciato alcune settimane fa, giusto prima dell’esplosione vacanziera estiva, la richiesta agli aeroporti stranieri di pratiche di sicurezza più strette per i passeggeri diretti negli Stati Uniti. All’inizio si era addirittura parlato di un divieto di portare tablet e computer portatili dall’Europa agli USA, proprio come già previsto per dieci aeroporti di Medio oriente e Africa.


Manovra rientrata a causa della disastrosa ricaduta sulle operazioni di imbarco. Non che le nuove misure non siano a rischio, come anticipa il Toronto Star, che segnala come alcune compagnie, tra cui Air Canada, stanno avvisando i viaggiatori di presentarsi con due ore extra di anticipo per l’imbarco. Ce n’è a sufficienza per far passare la voglia di andare per turismo negli Stati Uniti. Le autorità si difendono parlando di preoccupazioni sulla capacità da parte dei terroristi di nascondere materiale esplosivo in un laptop per superare i controlli di sicurezza.

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venerdì 5 gennaio 2018

L'auto supersonica accende i motori


La  Bloodhound Supersonic Car ha completato con successo i primi test di accelerazione (da ferma) che la porteranno a toccare i 1600 km all'ora, il record di velocità sulla terraferma.
bloodhoundcar
 
La Bloodhound SSC, l'auto-razzo che un giorno potrebbe sfrecciare oltre il muro del suono, polverizzando ogni precedente record di velocità su strada, ha completato un importante traguardo ingegneristico: il test del motore a reazione Eurofighter Typhoon-Rolls-Royce, preso "in prestito" dall'omonimo caccia militare, che un giorno dovrebbe spingerla a 1600 km orari di velocità.

La prova è avvenuta il 29 settembre su una pista dell'aeroporto di Newquay, in Cornovaglia. A premere il pedale è stato il pilota della Raf Andy Green, già detentore del precedente record di velocità su pista, 1.228 km orari, conquistato nel 1997 a bordo dell'auto supersonica Thrust SSC, nel Black Rock Desert del Nevada.
La Formula Uno del futuro
PROVE GENERALI. Anche se l'auto è rimasta ferma (mentre faceva vibrare tutto), il test era cruciale per verificare l'integrazione del motore a turbo ventola militare, del peso di 1.000 kg, in un'auto-missile. Il prossimo passo importante cadrà il 26 ottobre, quando nello stesso aeroporto la Bloodhound "camminerà" ad appena 320 km orari per il test su pista.

L'ATTESA CORSA. Il tentativo di battere il record avverrà invece sul lago salato di Hakskeen Pan, in Sudafrica, dove da tempo si lavora per ottenere una pista liscia e piatta lunga 16 km. Era fissato per il 2018, ma slitterà all'anno successivo. Nelle previsioni, il bolide di fabbricazione inglese impiegherà 55 secondi per raggiungere i 1.600 km orari e ben 65 per rallentare, utilizzando freni a disco e paracadute.

TRE MOTORI. Oltre al motore testato, a spingere la Bloodhound ci saranno anche un razzo a propellenti ibridi e un terzo motore a benzina (per l'alimentazione elettrica, le pompe e altri dispositivi dei primi due). Il progetto dell'auto supersonica, presentato nel 2008, è coordinato da un team di ingegneri dell'Università di Oxford.

Fonte: QUI