lunedì 23 ottobre 2017
La privacy nell’era dei Big Data
Il 25 maggio 2018 rappresenterà un passaggio importante per la privacy dei cittadini europei: nei 28 paesi dell’Ue diventerà pienamente operativo il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati (Gdpr). Un regolamento che entrerà nel sistema giuridico di tutti gli Stati membri e che avrà il compito di armonizzarne le normative, prima esistenti soltanto a livello nazionale. «È previsto un approccio più rigoroso per l’applicazione dei presupposti del consenso informato che rimane comunque un pilastro fondamentale nel trattamento dei dati - spiega il Garante europeo della privacy Giovanni Buttarelli - Ma si aggiungono anche nuovi diritti come quello della portabilità dei dati, ossia la possibilità per l’utente di cambiare un provider senza riprendere da capo l’attività di custodia delle informazioni».
Cosa cambia per le aziende
Giovanni Buttarelli, Garante europeo per la privacy
Altro concetto centrale sarà quello dell’accountability: chi gestisce dati a livello pubblico o privato non potrà semplicemente aderire alle norme, ma dovrà anche garantire misure per affrontare rischi derivanti dal trattamento di informazioni sensibili e dimostrare un comportamento responsabile sotto questo punto di vista. Il regolamento si applicherà a chiunque nel mondo offrirà beni e servizi o profilerà cittadini europei e garantirà quindi una posizione comune dell’Ue sulle cosiddette cross border activities, realizzate dai colossi che gestiscono dati a livello internazionale. Aziende che però stanno intensificando l’attività di lobbying sul Parlamento europeo. «Ci sono pressioni per utilizzare l’altro regolamento, quello sulla privacy online, come ultima spiaggia per cercare di ammorbidire alcune parti del regolamento generale - continua il Garante - Siamo però fiduciosi del fatto che il Parlamento europeo non riapra le discussioni su alcuni punti chiave come il consenso o la profilazione degli individui».
Il capitolo «hate speech»
Altro aspetto su cui il Garante europeo della privacy si è impegnato è il contrasto all’hate speech, problematica su cui le iniziative prese finora dai grandi della tecnologia non hanno portato i frutti sperati. Un tema che rimane sempre di attualità visto che è entrata in vigore una legge in Germania. Un modello basato sul sistema notice and take down che prevede l’intervento mirato, successivo a una segnalazione. «La Commissione sta portando avanti il principio di un approccio unico a livello europeo visto che non ci si può limitare solamente alla dimensione nazionale - sottolinea Buttarelli - Il punto fondamentale è trovare il bilanciamento tra libertà di cronaca o di critica e la nocività di alcuni contenuti. Dobbiamo anche chiederci quand’è che un provider si può trasformare nel guardiano dell’informazione».
Privacy al tempo dei Big Data
Un ulteriore argomento di cui si sta ampiamente discutendo è la disponibilità di una quantità inimmaginabile di informazioni nell’epoca dei Big Data, in un periodo storico in cui il controllo dei dati equivale a detenere il potere. «Oggi l’interesse principale della maggior parte dei colossi del mondo della tecnologia è l’accumulo di qualsiasi genere di dato per poterlo utilizzare in futuro, anche per scopi oggi a noi sconosciuti - prosegue il Garante - Bisognerà capire se il regolamento europeo basterà ad affrontare tutti questi grandi temi, visto che dovrebbe valere almeno per i prossimi 15-20 anni».
Un approccio etico
Ma un approccio soltanto legislativo non può essere sufficiente: è necessario invece interrogarsi anche sugli aspetti etici e suoi valori, in un ragionamento che vada oltre alla sola difesa della riservatezza dell’individuo. E proprio la sfera della digital ethics sarà al centro della Conferenza mondiale sulla privacy, che sarà ospitata proprio dall’autorità presieduta da Buttarelli il prossimo anno a Bruxelles. «Dobbiamo occuparci anche di cosa sia moralmente sostenibile e non soltanto tecnicamente fattibile, tenendo presente che lo sviluppo dei Big Data va messo al servizio dell’uomo e non viceversa - conclude Buttarelli - Nel momento in cui affidiamo al nostro smartphone tutte queste nostre informazioni personali, dobbiamo anche curarci della dignità e del rispetto dell’utente».
Fonte: QUI
domenica 15 ottobre 2017
Volocopter, il taxi volante autonomo
Prove tecniche di futuro a Dubai: lunedì scorso, 25 settembre, la metropoli degli Emirati Arabi ha fatto da sfondo al primo test pubblico (ma senza passeggeri) del taxi-drone Volocopter, un velivolo autonomo a 18 rotori destinato al trasporto pubblico.
Il prototipo che ha volato su Dubai è elettrico, ha un'autonomia di 30 minuti e raggiunge una velocità massima di 100 km/h con due persone a bordo.
Le dimensioni sono contenute: 2 metri di altezza per 7 di diametro, ciò che consente all'elitaxi di atterrare e decollare senza problemi dalle piattaforme sui grattacieli e in spazi ristretti.
SICURI CHE SIA SICURO? Le dotazioni di sicurezza includono un sistema composto da 9 batterie indipendenti, per evitare al mezzo improvvise e inopportune cadute dell'alimentazione, e, soprattutto... due paracadute!
L'autorità per i trasporti di Dubai ha spiegato che si potrà prenotare il drone con una app, che permetterà anche di impostare la destinazione e, naturalmente, di pagare la corsa. Sarà insomma una specie di Uber dei cieli, con l'obiettivo di integrare il drone-taxi nel servizio di trasporto pubblico della città entro 5 anni.
EVITARE L'INGORGO. Secondo Noel Sharkey, esperto di computer science all'Università di Sheffield (UK), la sfida più grande che i progettisti dovranno affrontare sarà quella del traffico: i Volocopter dovranno infatti essere capaci di correggere continuamente la rotta per evitare palazzi, uccelli e tutti gli altri droni che presto affolleranno i cieli.
Volocopter è stato progettato e realizzato dall'omonima società tedesca, una giovane start-up entrata di recente nell'orbita della Daimler (proprietaria del marchio Mercedes), da poco uscita dalla partecipazione di maggioranza in MV Agusta.
IL PROGETTO DI AIRBUS. Volocopter non è l’unica società che sta lavorando sui droni-taxi: ad esempio, Airbus ha in programma di presentare Pop.Up, il proprio taxi volante autopilotato, nel 2020, vedi video qui sotto.
Anche Kitty Hawk, una società sostenuta dal co-fondatore di Google Larry Page, sta lavorando a un progetto simile: una moto volante per spostamenti urbani.
FONTE: QUI
mercoledì 20 settembre 2017
Si dimette il Ceo di Samsung
Nel giorno in cui segna utili record, Kwon Oh-hyun (detto anche Mr. Chip) lascia la guida dell'azienda: «C’è bisogno di una nuova leadership»
Nel giorno in cui segna utili record, il Ceo di Samsung Electronics Kwon Oh-hyun si è dimesso lasciando di stucco la platea a cui parlava. Le ottime performance dell'azienda erano attese ma così non è stato per le dimissioni del numero due di una delle più importanti aziende tecnologiche globali. «Non è stata una decisione facile», dice Kwon Oh-hyun, aggiunge di averci pensato parecchio e la conclusione è che «non posso rimandarla oltre». Il motivo è la profonda crisi in cui versa l'azienda, con i vertici che stanno cadendo come i birilli sotto i colpi degli scandali. «Dato che ci troviamo di fronte a crisi senza precedenti, credo che sia giunto il momento per l'azienda di ripartire da zero, con un nuovo spirito e una giovane leadership capace di rispondere meglio alle sfide che stanno emergendo dal rapido cambiamento del settore informatico».
Le accuse di corruzione e l’arresto
La crisi di cui parla Kwon Oh-hyun è l'arresto del suo successore designato, Jay Y. Lee, leader di fatto di Samsung ora in carcere con l'accusa di corruzione nel medesimo caso che ha portato anche alle dimissioni dell'ex presidente coreano Park Geun-hye. Il passo indietro di Kwon fa pensare che l'impatto della «crisi» sia maggiore di quanto ci si aspettasse. Dopotutto Kwon, 64 anni, era nell'azienda da 32 anni, di cui cinque trascorsi come Ceo, ed è stato artefice di una tappa storica. È stato lui ad aver portato Samsung sulla vetta globale nella produzione di componenti e display, guadagnandosi il soprannome di Mr. Chip, e facendo entrare Samsung nel club dei potenti.
«Serve un nuovo leader»
Al momento non sembrano esserci contraccolpi a livello economico. Samsung si aspetta una seconda trimestrale da record di fila dopo che già nel terzo trimestre 2017 i profitti operativi sono quasi triplicati anno su anno dimostrando di essersi ripresa velocemente dai richiami di massa che avevano coinvolto il Galaxy Note 7. Kwon però ha affermato che è tutto merito di decisioni prese in passato e dubitando dell'abilità dell'azienda di continuare ad agire nello stesso modo. Per questo, ripete Kwon, «adesso l'azienda ha bisogno più che mai di un nuovo leader. È giunto per me il momento di passare al successivo capitolo della mia vita».
Fonte: QUI
mercoledì 6 settembre 2017
Persone che non puoi bloccare su Facebook
Se gli annunci di Mark Zuckerberg e della moglie Priscilla vi danno noia, potete smettere di seguirli, ma toglietevi dalla testa azioni più risolutive.
Può darsi che un giorno, in preda al social-entusiasmo, abbiate stretto amicizia - se così si può dire - con Mark Zuckerberg e Priscilla Chan. Un modo semplice e immediato per restare al passo con quello che succede su Facebook, no?
Se però gli annunci personali di Zuck (che ha appena salutato la nascita della secondogenita), ma soprattutto le centinaia di migliaia di commenti ai suoi post vi danno noia, potete sempre optare per l'unfollow. Non provate a bloccarlo, però: o meglio, se ci provate, vedrete comparire un messaggio di errore che recita "questo profilo non può essere bloccato", come scrive Annalisa Merelli su Quartz.
Succede lo stesso se tentate di bloccare Priscilla Chan.
Facebook, Mark Zuckerberg, Priscilla Chan
Anche Lady Facebook è impossibile da bloccare. | ANNALISA MERELLI/QUARTZ
PUSSA VIA! Bloccare un contatto su Facebook sarà anche una decisione drastica, ma è l'unico modo per assicurarsi che qualcuno non possa più visualizzare i contenuti sul vostro profilo, chiedervi di nuovo l'amicizia o taggarvi nei suoi post. Lo si può fare virtualmente con tutti (persino con Sheryl Sandberg, direttore operativo del social), tranne che con i "padroni di casa".
La posizione ufficiale di Facebook è che "quando si prova a bloccare un profilo o una pagina, può comparire un messaggio di errore se questo è stato bloccato molte volte in un ristretto periodo di tempo". Stando a questa spiegazione, l'idea di bloccare Zuck & famiglia potrebbe essere venuta contemporaneamente a migliaia di utenti nel mondo. Altri profili papabili di blocco, però, sembrano non presentare lo stesso problema...
Fonte: QUI
mercoledì 16 agosto 2017
Google sfida Amazon
ROMA - Google sfida Amazon su un nuovo fronte dell'e-commerce, quello degli acquisti che si possono fare con un comando vocale agli assistenti virtuali integrati in smartphone, tv connesse e soprattutto negli emergenti cilindri "maggiordomo" da salotto. Il colosso californiano annuncia l'alleanza con il colosso Target grazie alla quale chiunque negli Usa (tranne in Alaska e alle Hawaii) potrà fare compere da questi grandi magazzini attraverso l'assistente vocale Google Assistant.
L'annuncio arriva a qualche settimana da un accordo simile stretto tra Google e Walmart, catena numero uno di grandi magazzini a stelle e strisce. Si profila all'orizzonte una nuova battaglia, quella del "voice commerce", lanciata con l'assistente vocale Alexa di Amazon, integrato nel cilindro Echo e direttamente collegato alla piattaforma di e-commerce del gigante di Seattle.
Google inoltre annuncia che la possibilità di fare acquisti con comandi vocali ad Assistant sarà a breve integrata non solo nel cilindro Home e nelle Android tv, ma anche su iPhone e smartphone Android. Tra le catene disponibili per il servizio di ordini vocali di Google ci sono anche Costco, Walgreens e Whole Foods (di recente acquistata da Amazon).
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domenica 16 luglio 2017
Method-2: il robot a guida umana che salverà il Mondo
Il mondo del cinema, dei fumetti e dei cartoni animati è pieno di grandi robot, dalla potenza straordinaria, guidati dall’interno da un uomo. Sino a oggi si credeva che quest’immagine dovesse rimanere legata al mondo della fantasia e invece ora è realtà, grazie all’azienda sudcoreana Hankook Mirae Technology.
Il Method-2 non è altro che la riproduzione di un classico robot da film, molto simile a quelli da guerra di “Avatar” o a quelli usati in “Pacific Rim”. Parliamo di un gigante di oltre quattro metri che pesa una tonnellata e mezzo. Ogni braccio pesa più di 130 chili. Nel busto il robot può ospitare il pilota umano e grazie a dei particolari comandi muove gli arti riproducendo i movimenti effettuati dalla persona al suo interno. Per spostarsi può comunque anche essere comandato a distanza con un controller. La sua stazza è impressionante tanto che a ogni passo la stanza dove è stato progettato quasi trema.
La Hankook Mirae Technology ha collaborato per diverse case produttrici cinematografiche nel tempo e il suo capo, Yang Jin-Ho, ha preso parte a film come Robocop, Transformers e Terminator. E in effetti il Method-2 anche a prima vista ricorda molto il protagonista di un titolo d’azione. I produttori però non si auspicano per la loro creazione un futuro brillante a Hollywood ma lo hanno pensato per dei lavori molto particolari in situazioni critiche.
Yang dice che il robot potrebbe essere usato nella zona del disastro nucleare di Fukushima. Method-2 svolgerebbe diversi lavori di riparazione in quelle aree inaccessibili, senza conseguenze fatali, per l’essere umano.
Per l’azienda sudcoreana Method-2 è ancora un primo tentativo e gli sviluppatori stanno lavorando per migliorarne i movimenti e l’equilibrio. In alcuni gesti il robot è in effetti ancora un po’ incerto e traballante. Ma gli sviluppatori si augurano di aprire la strada per il futuro di questi macchinari in diversi settori. Dalla messa in sicurezza alle grandi costruzioni. Senza escludere ovviamente il ricco mercato del cinema, con il quale hanno già diversi legami.
Yang ha dichiarato di aver investito nel progetto 200 milioni di dollari in due anni. Non è un caso che quando il robot entrerà in mercato, entro la fine del 2017, avrà un costo di poco inferiore ai nove milioni di dollari.
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mercoledì 5 luglio 2017
Civitacampomarano: la street art ridisegna il paese senza internet
Civitacampomarano, un piccolo paese che conta 410 abitanti è quasi completamente isolato da internet, a porre rimedio è l'artista Biancoshock con la sua street art ironica.
In Molise, esiste un paesino, Civitacampomarano, dove internet non funziona per niente bene. A porre rimedio al divario digitale del piccolo borgo di 410 abitanti di epoca Sannitica, ha pensato l’artista Biancoshock che grazie all’installazione “web 0.0” ha reso il paesino al passo con i tempi. Biancoshock, che è stato invitato a fine aprile, per partecipare al festival di arte urbana CVTà Street Fest diretto da Alice Pasquini, ha spiegato che analizzando il paese è venuto a conoscenza della totale assenza o quasi della connessione internet; chiedendo lumi agli abitanti, questi non avevano la benché minima idea di che cosa si stesse parlando. Da questa scoperta è nata l’idea su cui si basa l’installazione: una street art ironica che va a rimpiazzare le app digitali come youtube, Whatsapp, Facebook e altri, con una semplice cabina telefonica, con un tavolino di un bar o con la cassetta della posta.
Nel belvedere del paesino, con tanto di panchine per ammirarla, vi è collocata una cabina telefonica, avvistamento più unico che raro di questi tempi, ma gli abitanti pare che abbiano deciso di utilizzarla per comunicare all'esterno: né più né meno come Whatsapp.
La farmacia del paese riporta il logo di Avast, un famoso e molto apprezzato antivirus: se siete infetti o malati sapete quindi dove andare!
Il logo di Ebay è stato affisso su un alimentari; sicuramente meno asettico della piattaforma digitale e decisamente il luogo migliore per fare acquisti ed eventualmente chiedere il rimborso di un prodotto prima di tornare a casa.
La cassetta della posta è stata contrassegnata con il simbolo di Gmail, uno dei servizi di posta elettronica più utilizzati; sicuramente il piccolo paese non sarà invaso da spam e lettere indesiderate.
Il tavolo di un bar o di un ristorante con il logo di google, il famoso motore di ricerca, un centro di scambio di informazioni nel mondo reale; quale miglior posto per uno scambio di idee e di informazioni di una caffetteria?
Una panchina color azzurro vicino un cartello con il logo di Twitter ci porta indietro nel tempo quando per “spifferare” non occorrevano mouse e tastiera, ma semplicemente aprire la porta di casa e incontrare l'amico o l'amica di turno per una sana chiacchierata.
Al numero 31 di una abitazione, vicino all'insegna “wikipedia” risiede una anziana signora, l'ironia è volta ad individuare le persone anziane come custodi della conoscenza e della saggezza.
Una serie di sedie con il logo di youtube in un locale della pro loco, dove i paesani possono guardare insieme e in santa pace la finale di Champions League.
Fonte: QUI
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