venerdì 15 dicembre 2017

Google Clips, la videocamera che decide (da sola) quando scattare



I momenti speciali. Che non sono feste di compleanno o gite in campagna. Ma quei piccoli momenti quotidiani, quando si gioca insieme sul tappeto o il cane corre spensierato nel giardino di casa. Momenti speciali che vivono solo nella nostra memoria: se tutti sono impegnati nell’azione, chi si prende la briga di riprenderla? E se ci fosse un fotografo personale che cattura, mentre osserva discreto, scene di vita quotidiana e decide quali meritano di essere salvate, oltre che nei ricordi, anche sullo smartphone?

Cos’è Clips
Clips è la nuova telecamera che ha presentato Google il 4 ottobre. Clips come la «clip» sul retro del dispositivo, che ci permette di appenderla ovunque. Clips come i brevissimi filmati che registra. In completa autonomia. Sì, perché chi comanda l’apertura dell’obiettivo è Moment IQ, un algoritmo. Che «impara», grazie al machine learning, a riconoscere i membri della nostra famiglia, i nostri amici e i nostri animali domestici. Li segue e, al momento che giudica più opportuno, scatta. Non una foto ma una «Motion Photo», un breve filmato della durata di qualche secondo (ma niente audio, non c’è il microfono). Riconosce le espressioni facciali, la giusta luce e l’inquadratura perfetta. Così assicura Mountain View che nella mini telecamera ha riposto il meglio della sua intelligenza artificiale. Piccolissima, leggera (ma non molto economica, costa 249 dollari), Clips si può comandare anche manualmente. E ogni volta che premiamo Play — tramite app sullo smartphone — lei impara qualcosa in più su chi e cosa vogliamo immortalare.

I dubbi di Elon Musk
Un perfetto (e silenzioso) assistente domestico che potrebbe rivoluzionare gli album di famiglia. È la funzione a cui Google ha pensato per il suo dispositivo, indirizzandolo principalmente ai genitori che vogliono raccogliere i momenti più belli dell’infanzia dei figli. C’è chi però non lo vede come un oggetto così «innocente». Elon Musk, visionario imprenditore che ha fondato società come Tesla e SpaceX, ne ha colto un’altra sfumatura. Lui, che dell’intelligenza artificiale ha già elencato i numerosi rischi, ha puntualizzato anche su quest’ultima novità. E in effetti se pensiamo che la telecamera tascabile potrebbe essere appesa non solo in casa nostra, ma anche in luoghi pubblici, vicino alla porta d’ingresso di un’altra abitazione o addirittura sulla tasca dei nostri jeans, i possibili utilizzi aumentano. E non tutti hanno una connotazione positiva.
Il nodo della privacy
La società ha sottolineato l’attenzione alla privacy, assicurando che niente di ciò che Clips registra finirà nei suoi server, ma solo (se diamo il comando) sul nostro smartphone (via wifi) o nel Cloud, dove abbiamo diritto a spazio illimitato per salvare le sue «Motion Photo». C’è però da considerare l’ipotesi che si possa sfruttare Clips per appropriarci di scene di vita quotidiana che non ci appartengono. Basta farle «imparare» che un certo soggetto ci sta a cuore, lei fa tutto il resto. E non deve per forza sapere che un obiettivo lo sta riprendendo. Solo una piccola luce Led indica che la videocamera è accesa. Ma le sue dimensioni permettono di scomparire alla vista facilmente.

Trasmette in streaming la nostra vita (come in The Circle)
Quello che al momento rimane solo un ipotetico scenario è ben descritto nel libro The Circle di Dave Eggers. Dove la privacy soccombe davanti alla necessità di completa (e distorta) trasparenza e una telecamera, SeeChange, che ha «la forma e le dimensioni di un lecca lecca» trasmette in streaming tutto ciò che vediamo. Niente è più privato, non scegliamo noi cosa riprendere ma sono gli altri a decidere cosa osservare della nostra vita. Una «socializzazione» totale, un mondo a metà tra la distopia e la fantascienza che sembra aver ispirato il lancio di un altro dispositivo. FrontRow è un ciondolo creato dalla società Ubiquity Lab che, appesa al collo, permette di registrare video o mandarli in streaming sui social senza muovere un dito. Una telecamera «indossabile» che viene sponsorizzata con il motto «condividi il tuo mondo in tempo reale». Anche se quel mondo non è soltanto «tuo» ma di tutti coloro che entrano nell’inquadratura. E se con FrontRow è ancora l’uomo ad avere il comando, con Clips non c’è tasto da premere. Basta appendere il dispositivo e salire sul «palco» insieme agli altri «attori». Consapevoli o no.

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mercoledì 22 novembre 2017

Smart glasses: dispositivi del futuro


Berlin 2.0 - The Future of Optics
Era il 1846 quando Carl Zeiss fondò nella cittadina di Jena (in Turingia) la propria fabbrica di apparecchi ottici di precisione. Quello stabilimento sorto in uno dei Land più piccoli della Germania sarebbe ben presto diventato un'azienda di fama mondiale. Il gruppo Zeiss è oggi leader internazionale nelle tecnologie ottiche e optoelettroniche (l'optoelettronica è quel ramo dell'elettronica che si occupa dei meccanismi per trasformare la luce in segnali elettrici e viceversa). La foto del 1969 che ritrae Edwin “Buzz” Aldrin in piedi sulla superficie lunare fu scattata dal compagno di missione Neil Armstrong con una macchina fotografica dotata di obiettivo Zeiss. E nel 1988 l'azienda tedesca vinse un Premio Oscar al merito tecnico-scientifico per la progettazione e lo sviluppo di una serie di lenti super-veloci per la fotografia cinematografica.

Dallo sviluppo di moduli fotografici per smartphone all'utilizzo della microscopia immersiva per mappare in 3D il cervello umano, la Carl Zeiss ha macinato una lunga serie di successi anche ai giorni nostri, spesso anticipando i propri competitor di parecchi anni. Merito soprattutto della sua attenzione al futuro. Ed è stato proprio per parlare di futuro, in questo caso di quello dell'ottica, che da lunedì 25 a giovedì 28 settembre la Global Community Vision Care Zeiss si è riunita a Berlino. L'evento Berlin 2.0 - The Future of Optics, che ha coinvolto migliaia di persone di decine di nazionalità diverse, si è svolto alla Funkhaus Berlin, un vecchio impianto industriale di 135mila metri quadrati lungo il fiume Sprea che dal 1956 al 1990 ha ospitato la sede della Rundfunk der DDR (la radio pubblica della Repubblica Democratica tedesca).

In un clima di festa - c'è stato spazio anche per momenti di gioco, spettacoli e persino per un giro sulle montagne russe con addosso dei visori per la realtà virtuale -, la Zeiss ha presentato le ultime novità della propria divisione Vision Care. Ma innanzitutto ha lasciato che Nick Sohnemann, esperto di analisi dei trend e delle innovazioni di mercato e ceo della società Future Candy di Amburgo, descrivesse alla platea quello che, secondo lui, sarà il mondo fra cinque anni.

L'era degli smart glasses
Big data, connessione 24 ore su 24, auto senza conducente, ologrammimi, documenti virtuali, alimenti stampati in 3D, robot. Questi, secondo Sohnemann, gli elementi della nostra vita quotidiana nel 2022. Ma i veri protagonisti saranno gli smart glasses, che però - afferma il trend analyst - non porteranno alla definitiva scomparsa degli smartphone. «Gli smart glasses verranno utilizzati soprattutto in ambito lavorativo», ha spiegato al Corriere Sohnemann. «L'uso dello smartphone verrà limitato sempre più al tempo libero».

Durante il Mobile World Congress 2017, che si è tenuto tra febbraio e marzo a Barcellona, la Deutsche Telekom e la Zeiss hanno annunciato una collaborazione proprio nel campo degli smart glasses, dispositivo per cui la seconda ha già sviluppato un prototipo di un sistema ottico ad hoc. «I dati sono proiettati nel campo visivo di chi indossa gli occhiali», si legge in un comunicato stampa della Zeiss seguito al Mobile World Congress 2017. «Informazioni, app, immagini etc. compaiono [in questo modo] di fronte ai propri occhi».

Le nuove lenti per occhiali EnergizeMe
Berlin 2.0 - The Future of Optics è stato anche l'occasione per presentare le lenti per occhiali EnergizeMe (ultima novità nell'ambito di lenti Zeiss dopo il lancio delle DriveSafe nel 2015). Si tratta delle prime create apposta per permettere a chi indossa le lenti a contatto (quattro milioni di italiani, riferisce la Zeiss) di riposare gli occhi dopo il loro uso, soprattutto in caso di intenso utilizzo di dispositivi digitali.

Le lenti EnergizeMe sono dotate della Tecnologia Digital Inside, che consente una buona visione sia degli stampati (la cui lettura avviene a una distanza di 40-45 cm) sia dei dispositivi digitali (in genere tenuti a una distanza di 30-35 cm). Sono inoltre caratterizzate dal trattamento antiriflesso DuraVision® BlueProtect, pensato per chi passa la maggior parte del tempo in interni esposto alla luce blu generata dagli schermi dei dispositivi a Led quali TV, computer o tablet. E proprio dei danni causati alla vista dalla luce blu - e dai raggi ultravioletti - si è parlato nella Expert Area allestita per l'evento.

Il centro ottico ideale
La vera star dell'evento è stata però VisuFit 1000, che verrà presentato ufficialmente a Opti 2018 (la fiera di Monaco dedicata all'occhialeria). VisuFit 1000, il cui prezzo di mercato sarà di 28mila euro, è uno strumento destinato ai negozi di ottica che permetterà ai potenziali clienti di provare virtualmente diversi tipi di occhiali. «Si tratta di una piattaforma attraverso cui l’ottico proiettato verso il futuro - connettendosi all’intero sistema di analisi presente nel centro ottico - può gestire al meglio la raccolta di tutti i dati anatomici e di montatura fondamentali per una perfetta integrazione occhio-lente», ha detto al Corriere l'ufficio stampa Zeiss.

E al futuro e alla tecnologia dovrebbero guardare anche i centri ottici. Almeno secondo l'azienda tedesca, che all'interno della Funkhaus Berlin ha messo in piedi un modello ideale di negozio - dove attraverso l'app VISUCONSULT l'ottico è in grado di gestire tutti i passaggi nel percorso d'acquisto del cliente, il quale a propria volta grazie ai visori per la realtà virtuale Zeiss può sperimentare la visione con diverse tipologie di lenti.

Le patologie visive in realtà virtuale
I visori per la realtà virtuale (l'azienda tedesca ha sviluppato i VR One e i VR One Plus) rivestono un ruolo importante anche per quanto riguarda il Vision Science Lab di Zeiss, un laboratorio di ricerca con base presso l’Università di Tubinga (in Germania). I suoi ricercatori hanno coinvolto i partecipanti a Berlin 2.0 - The Future of Optics in alcune attività ludiche in realtà virtuale mirate a mostrare quali sono gli effetti dei cambiamenti nella performance visiva dovuti a degenerazioni del cristallino (cataratta) o a danni retinici (degenerazione maculare) e quali gli impatti che questi disagi hanno sulla visione.


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mercoledì 8 novembre 2017

FrontRow, la telecamera del futuro


Un ciondolo che trasmette in diretta ciò che vediamo: il dispositivo creato da Ubiquity Lab ricorda il mondo distopico descritto nel romanzo di Dave Eggers. La vita di una ragazza sempre collegata ai suoi followers tramite videocamera

FrontRow, la telecamera che sembra uscita da The Circle
Se avete letto The Circle di Dave Eggers o visto l'omonimo film con Tom Hanks e Emma Watson l'idea potrebbe suonarvi familiare. Perché FrontRow, creato dalla società Ubiquity Lab, è molto simile a SeeChange, la telecamera descritta da Eggers con cui gli abitanti di un mondo distopico dove regna sovrana The Circle, una multinazionale a metà tra Google e Facebook, si possono connettere h24 con i propri followers, trasmettendo la propria vita in diretta. I creatori di FrontRow forse hanno preso spunto da qui per creare una sorta di ciondolo smart che in realtà è una videocamera sempre accesa.

In versione black e pink
Per i più attenti al look, per ora FrontRow è disponibile solo nera, ma tra poco sarà acquistabile anche in rosa (forse per attirare un pubblico femminile?). Tre elementi rimarranno sempre invariati: l'occhio della telecamera posizionato sulla parte superiore della placca; lo schermo touchscreen di 5cm di diametro e i due tasti posizionati ai lati. Uno per fotografare, l'altro per bloccare o sbloccare il dispositivo. FrontRow si può inserire come ciondolo in una catena da tenere al collo, oppure applicare come una spilla agli abiti. Costa 399 dollari e al momento è disponibile solo per il pubblico americano.

Come funziona FrontRow
La telecamera si connette tramite wifi o Bluetooh con lo smartphone, dove si possono salvare tutti i file video o foto. Ma lavora anche in modo indipendente, salvando al suo interno tutti i documenti. Con FrontRow si possono fare delle trasmissioni live, sempre connettendosi a una rete wifi. Ci sono poi altre due modalità: la storia, che registra in timelapse, e la macchina fotografica per scattare. Per condividere i contenuti sui vari social, infine, servirà ancora lo smartphone, perché FrontRow funziona con un sistema operativo di Android modificato, ma non ha le stesse funzionalità di un vero cellulare.

Non solo per filmare
La telecamera funziona anche come macchina fotografica, ma non dimentichiamo che c'è anche un sistema operativo. Sullo schermo touch di FrontRow si vedono le icone dei social con cui possiamo condividere le nostre immagini. E nello stesso tempo possiamo rivederle all'interno dei «momenti», un archivio per tutto quello che abbiamo filmato in precedenza. Chi ha già provato FrontRow avverte solo di un problema, quello della batteria: chi volesse davvero cimentarsi nella trasmissione no-stop della propria vita, dovrà ricordarsi di avere un caricatore sempre con sé, perché ogni due ore circa potrebbe averne bisogno.

Connessi h24
In The Circle, romanzo del 2013 di Dave Eggers — uscito in Italia un anno dopo pubblicato da Mondadori — la protagonista Mae Holland indossa una videocamera che per tutto il giorno, tranne quando è in bagno o dorme, manda live le immagini che lei «vede». Il libro è ambientato in un mondo distopico dove la multinazionale The Circle (dove Mae lavora) ha ideato il sistema TrueYou, dove tutti possono costruire la propria identità digitale tramite cui compiere qualsiasi tipo di azione. Dalla «socializzazione» — che diventa più che un’ossessione — ai pagamenti. SeeChange, la telecamera da portare sempre con sé e da indossare, è la nuova invenzione della società che porta all’estremizzazione l’idea di trasparenza che inseguono i tre saggi che la dirigono. FrontRow sembra proprio la trasposizione nella realtà di questa webcam indossabile. The Circle è diventato anche un film, uscito nell’aprile del 2017, i cui protagonisti sono Emma Watson e Tom Hanks.

La fine della privacy?
Trasmettendo sempre la propria vita online, si rischia di perdere ogni tipologia di privacy. Potrebbe succedere con FrontRow ed è lo stesso pericolo di cui si parla in The Circle, dato che Mae diventa la prima persona completamente trasparente (senza privacy) del mondo. Come dice uno degli slogan nel romanzo: «Se non sei trasparente, cos’hai da nascondere?»

Ne abbiamo veramente bisogno?
L'interrogativo che nasce da un'idea come FrontRow è molto semplice: quale necessità c'è di avere un'app che trasmetta quello che vediamo tutti i giorni? Chi sarebbe disposto a rimanere incollato davanti a uno schermo vedendo treni sovraffollati, uffici silenziosi o case più o meno frequentate? Una risposta potremmo averla già dai primi dati di vendita del prodotto.

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lunedì 23 ottobre 2017

Giochi Xbox compatibili con Xbox One entro il 2017


Un annuncio roboante all'E3, poi il silenzio: Phil Spencer torna a parlare di retrocompatibilità tra Xbox One e i classici della prima Xbox

All’E3 2017 è arrivata una gradita sorpresa per tutti i possessori di Xbox One: la retrocompatibilità con i giochi della prima Xbox. Era giugno, ad oggi le promesse non sono state ancora mantenute. GameSpot ha parlato con Phil Spencer della divisione gaming di Microsoft al Brazil Game Show, riuscendo a strappare novità sulla questione retrocompatibilità.

“Siamo vicini, davvero vicini. Ho una piccola dashboard dove posso vedere tutti i giochi e quando questi saranno approvati. Conosco i giochi della Xbox originale che arriveranno in futuro, ma non li abbiamo ancora annunciati tutti. Dobbiamo fare tutto questo insieme ai nostri partner, stiamo facendo progressi in questo senso. Sono molto contento e i giochi sono fantastici”, ha detto Spencer ai microfoni.


L’uscita di questa nuova funzionalità secondo Spencer arriverà entro la fine del 2017. Recentemente su Xbox One è stata introdotta la retrocompatibilità per altri giochi usciti su Xbox 360, cioè Halo 3, Halo 3: ODST e Halo 4 e Halo: Anniversary. Ma Spencer ha parlato anche della retrocompatibilità di Xbox One X: “Abbiamo alcune novità di cui parleremo riguardo il funzionamento della retrocompatibilità su Xbox One X, gli utenti le troveranno molto interessanti”.

Per ora sono stati annunciati solo pochissimi giochi retrocompatibili come Crimson Skies e Fuzion Frenzy, ma Spencer assicura che “ci sono diversi giochi arrivo”. Ci sarà di sicuro una libreria di giochi disponibili, ma chiaramente non sarà estesa come quella Xbox one-Xbox 360, che attualmente conta più di 400 titoli in catalogo.

"Ho visto molte discussioni della scarsa popolarità della retrocompatibilità, questo non è vero. Molti dati in merito sono in possesso delle terze parti quindi non posso dire quanti utenti stanno giocando a uno specifico titolo. Il miglior esempio è stato Call of Duty Black Ops II, quando abbiamo reso disponibile la retrocompatibilità è tornato nella top 10 delle vendite per un gioco vecchio di anni uscito su Xbox 360", ha concluso Spencer.

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La privacy nell’era dei Big Data


Il 25 maggio 2018 rappresenterà un passaggio importante per la privacy dei cittadini europei: nei 28 paesi dell’Ue diventerà pienamente operativo il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati (Gdpr). Un regolamento che entrerà nel sistema giuridico di tutti gli Stati membri e che avrà il compito di armonizzarne le normative, prima esistenti soltanto a livello nazionale.  «È previsto un approccio più rigoroso per l’applicazione dei presupposti del consenso informato che rimane comunque un pilastro fondamentale nel trattamento dei dati - spiega il Garante europeo della privacy Giovanni Buttarelli - Ma si aggiungono anche nuovi diritti come quello della portabilità dei dati, ossia la possibilità per l’utente di cambiare un provider senza riprendere da capo l’attività di custodia delle informazioni».

Cosa cambia per le aziende
Giovanni Buttarelli, Garante europeo per la privacy
Altro concetto centrale sarà quello dell’accountability: chi gestisce dati a livello pubblico o privato non potrà semplicemente aderire alle norme, ma dovrà anche garantire misure per affrontare rischi derivanti dal trattamento di informazioni sensibili e dimostrare un comportamento responsabile sotto questo punto di vista. Il regolamento si applicherà a chiunque nel mondo offrirà beni e servizi o profilerà cittadini europei e garantirà quindi una posizione comune dell’Ue sulle cosiddette cross border activities, realizzate dai colossi che gestiscono dati a livello internazionale. Aziende che però stanno intensificando l’attività di lobbying sul Parlamento europeo. «Ci sono pressioni per utilizzare l’altro regolamento, quello sulla privacy online, come ultima spiaggia per cercare di ammorbidire alcune parti del regolamento generale - continua il Garante - Siamo però fiduciosi del fatto che il Parlamento europeo non riapra le discussioni su alcuni punti chiave come il consenso o la profilazione degli individui».

Il capitolo «hate speech»
Altro aspetto su cui il Garante europeo della privacy si è impegnato è il contrasto all’hate speech, problematica su cui le iniziative prese finora dai grandi della tecnologia non hanno portato i frutti sperati. Un tema che rimane sempre di attualità visto che è entrata in vigore una legge in Germania. Un modello basato sul sistema notice and take down che prevede l’intervento mirato, successivo a una segnalazione.  «La Commissione sta portando avanti il principio di un approccio unico a livello europeo visto che non ci si può limitare solamente alla dimensione nazionale - sottolinea Buttarelli - Il punto fondamentale è trovare il bilanciamento tra libertà di cronaca o di critica e la nocività di alcuni contenuti. Dobbiamo anche chiederci quand’è che un provider si può trasformare nel guardiano dell’informazione».
Privacy al tempo dei Big Data
Un ulteriore argomento di cui si sta ampiamente discutendo è la disponibilità di una quantità inimmaginabile di informazioni nell’epoca dei Big Data, in un periodo storico in cui il controllo dei dati equivale a detenere il potere.  «Oggi l’interesse principale della maggior parte dei colossi del mondo della tecnologia è l’accumulo di qualsiasi genere di dato per poterlo utilizzare in futuro, anche per scopi oggi a noi sconosciuti - prosegue il Garante - Bisognerà capire se il regolamento europeo basterà ad affrontare tutti questi grandi temi, visto che dovrebbe valere almeno per i prossimi 15-20 anni».
Un approccio etico
Ma un approccio soltanto legislativo non può essere sufficiente: è necessario invece interrogarsi anche sugli aspetti etici e suoi valori, in un ragionamento che vada oltre alla sola difesa della riservatezza dell’individuo. E proprio la sfera della digital ethics sarà al centro della Conferenza mondiale sulla privacy, che sarà ospitata proprio dall’autorità presieduta da Buttarelli il prossimo anno a Bruxelles.  «Dobbiamo occuparci anche di cosa sia moralmente sostenibile e non soltanto tecnicamente fattibile, tenendo presente che lo sviluppo dei Big Data va messo al servizio dell’uomo e non viceversa - conclude Buttarelli - Nel momento in cui affidiamo al nostro smartphone tutte queste nostre informazioni personali, dobbiamo anche curarci della dignità e del rispetto dell’utente».

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domenica 15 ottobre 2017

Volocopter, il taxi volante autonomo



 
Prove tecniche di futuro a Dubai: lunedì scorso, 25 settembre, la metropoli degli Emirati Arabi ha fatto da sfondo al primo test pubblico (ma senza passeggeri) del taxi-drone Volocopter, un velivolo autonomo a 18 rotori destinato al trasporto pubblico.

Il prototipo che ha volato su Dubai è elettrico, ha un'autonomia di 30 minuti e raggiunge una velocità massima di 100 km/h con due persone a bordo.

Le dimensioni sono contenute: 2 metri di altezza per 7 di diametro, ciò che consente all'elitaxi di atterrare e decollare senza problemi dalle piattaforme sui grattacieli e in spazi ristretti.

SICURI CHE SIA SICURO? Le dotazioni di sicurezza includono un sistema composto da 9 batterie indipendenti, per evitare al mezzo improvvise e inopportune cadute dell'alimentazione, e, soprattutto... due paracadute!

L'autorità per i trasporti di Dubai ha spiegato che si potrà prenotare il drone con una app, che permetterà anche di impostare la destinazione e, naturalmente, di pagare la corsa. Sarà insomma una specie di Uber dei cieli, con l'obiettivo di integrare il drone-taxi nel servizio di trasporto pubblico della città entro 5 anni.

EVITARE L'INGORGO. Secondo Noel Sharkey, esperto di computer science all'Università di Sheffield (UK), la sfida più grande che i progettisti dovranno affrontare sarà quella del traffico: i Volocopter dovranno infatti essere capaci di correggere continuamente la rotta per evitare palazzi, uccelli e tutti gli altri droni che presto affolleranno i cieli.

Volocopter è stato progettato e realizzato dall'omonima società tedesca, una giovane start-up entrata di recente nell'orbita della Daimler (proprietaria del marchio Mercedes), da poco uscita dalla partecipazione di maggioranza in MV Agusta.

IL PROGETTO DI AIRBUS. Volocopter non è l’unica società che sta lavorando sui droni-taxi: ad esempio, Airbus ha in programma di presentare Pop.Up,  il proprio taxi volante autopilotato, nel 2020, vedi video qui sotto.

Anche Kitty Hawk, una società sostenuta dal co-fondatore di Google Larry Page, sta lavorando a un progetto simile: una moto volante per spostamenti urbani.

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mercoledì 20 settembre 2017

Si dimette il Ceo di Samsung


Nel giorno in cui segna utili record, Kwon Oh-hyun (detto anche Mr. Chip) lascia la guida dell'azienda: «C’è bisogno di una nuova leadership»

Nel giorno in cui segna utili record, il Ceo di Samsung Electronics Kwon Oh-hyun si è dimesso lasciando di stucco la platea a cui parlava. Le ottime performance dell'azienda erano attese ma così non è stato per le dimissioni del numero due di una delle più importanti aziende tecnologiche globali. «Non è stata una decisione facile», dice Kwon Oh-hyun, aggiunge di averci pensato parecchio e la conclusione è che «non posso rimandarla oltre». Il motivo è la profonda crisi in cui versa l'azienda, con i vertici che stanno cadendo come i birilli sotto i colpi degli scandali. «Dato che ci troviamo di fronte a crisi senza precedenti, credo che sia giunto il momento per l'azienda di ripartire da zero, con un nuovo spirito e una giovane leadership capace di rispondere meglio alle sfide che stanno emergendo dal rapido cambiamento del settore informatico».
Le accuse di corruzione e l’arresto
La crisi di cui parla Kwon Oh-hyun è l'arresto del suo successore designato, Jay Y. Lee, leader di fatto di Samsung ora in carcere con l'accusa di corruzione nel medesimo caso che ha portato anche alle dimissioni dell'ex presidente coreano Park Geun-hye. Il passo indietro di Kwon fa pensare che l'impatto della «crisi» sia maggiore di quanto ci si aspettasse. Dopotutto Kwon, 64 anni, era nell'azienda da 32 anni, di cui cinque trascorsi come Ceo, ed è stato artefice di una tappa storica. È stato lui ad aver portato Samsung sulla vetta globale nella produzione di componenti e display, guadagnandosi il soprannome di Mr. Chip, e facendo entrare Samsung nel club dei potenti.

«Serve un nuovo leader»
Al momento non sembrano esserci contraccolpi a livello economico. Samsung si aspetta una seconda trimestrale da record di fila dopo che già nel terzo trimestre 2017 i profitti operativi sono quasi triplicati anno su anno dimostrando di essersi ripresa velocemente dai richiami di massa che avevano coinvolto il Galaxy Note 7. Kwon però ha affermato che è tutto merito di decisioni prese in passato e dubitando dell'abilità dell'azienda di continuare ad agire nello stesso modo. Per questo, ripete Kwon, «adesso l'azienda ha bisogno più che mai di un nuovo leader. È giunto per me il momento di passare al successivo capitolo della mia vita».

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mercoledì 6 settembre 2017

Persone che non puoi bloccare su Facebook


Se gli annunci di Mark Zuckerberg e della moglie Priscilla vi danno noia, potete smettere di seguirli, ma toglietevi dalla testa azioni più risolutive.

Può darsi che un giorno, in preda al social-entusiasmo, abbiate stretto amicizia - se così si può dire - con Mark Zuckerberg e Priscilla Chan. Un modo semplice e immediato per restare al passo con quello che succede su Facebook, no?
Se però gli annunci personali di Zuck (che ha appena salutato la nascita della secondogenita), ma soprattutto le centinaia di migliaia di commenti ai suoi post vi danno noia, potete sempre optare per l'unfollow. Non provate a bloccarlo, però: o meglio, se ci provate, vedrete comparire un messaggio di errore che recita "questo profilo non può essere bloccato", come scrive Annalisa Merelli su Quartz.

Succede lo stesso se tentate di bloccare Priscilla Chan.

Facebook, Mark Zuckerberg, Priscilla Chan
Anche Lady Facebook è impossibile da bloccare. | ANNALISA MERELLI/QUARTZ
PUSSA VIA! Bloccare un contatto su Facebook sarà anche una decisione drastica, ma è l'unico modo per assicurarsi che qualcuno non possa più visualizzare i contenuti sul vostro profilo, chiedervi di nuovo l'amicizia o taggarvi nei suoi post. Lo si può fare virtualmente con tutti (persino con Sheryl Sandberg, direttore operativo del social), tranne che con i "padroni di casa".

La posizione ufficiale di Facebook è che "quando si prova a bloccare un profilo o una pagina, può comparire un messaggio di errore se questo è stato bloccato molte volte in un ristretto periodo di tempo". Stando a questa spiegazione, l'idea di bloccare Zuck & famiglia potrebbe essere venuta contemporaneamente a migliaia di utenti nel mondo. Altri profili papabili di blocco, però, sembrano non presentare lo stesso problema...

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mercoledì 16 agosto 2017

Google sfida Amazon


ROMA - Google sfida Amazon su un nuovo fronte dell'e-commerce, quello degli acquisti che si possono fare con un comando vocale agli assistenti virtuali integrati in smartphone, tv connesse e soprattutto negli emergenti cilindri "maggiordomo" da salotto. Il colosso californiano annuncia l'alleanza con il colosso Target grazie alla quale chiunque negli Usa (tranne in Alaska e alle Hawaii) potrà fare compere da questi grandi magazzini attraverso l'assistente vocale Google Assistant.
L'annuncio arriva a qualche settimana da un accordo simile stretto tra Google e Walmart, catena numero uno di grandi magazzini a stelle e strisce. Si profila all'orizzonte una nuova battaglia, quella del "voice commerce", lanciata con l'assistente vocale Alexa di Amazon, integrato nel cilindro Echo e direttamente collegato alla piattaforma di e-commerce del gigante di Seattle.
Google inoltre annuncia che la possibilità di fare acquisti con comandi vocali ad Assistant sarà a breve integrata non solo nel cilindro Home e nelle Android tv, ma anche su iPhone e smartphone Android. Tra le catene disponibili per il servizio di ordini vocali di Google ci sono anche Costco, Walgreens e Whole Foods (di recente acquistata da Amazon).
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domenica 16 luglio 2017

Method-2: il robot a guida umana che salverà il Mondo


Il mondo del cinema, dei fumetti e dei cartoni animati è pieno di grandi robot, dalla potenza straordinaria, guidati dall’interno da un uomo. Sino a oggi si credeva che quest’immagine dovesse rimanere legata al mondo della fantasia e invece ora è realtà, grazie all’azienda sudcoreana Hankook Mirae Technology.

Il Method-2 non è altro che la riproduzione di un classico robot da film, molto simile a quelli da guerra di “Avatar” o a quelli usati in “Pacific Rim”. Parliamo di un gigante di oltre quattro metri che pesa una tonnellata e mezzo. Ogni braccio pesa più di 130 chili. Nel busto il robot può ospitare il pilota umano e grazie a dei particolari comandi muove gli arti riproducendo i movimenti effettuati dalla persona al suo interno. Per spostarsi può comunque anche essere comandato a distanza con un controller. La sua stazza è impressionante tanto che a ogni passo la stanza dove è stato progettato quasi trema.

La Hankook Mirae Technology ha collaborato per diverse case produttrici cinematografiche nel tempo e il suo capo, Yang Jin-Ho, ha preso parte a film come Robocop, Transformers e Terminator. E in effetti il Method-2 anche a prima vista ricorda molto il protagonista di un titolo d’azione. I produttori però non si auspicano per la loro creazione un futuro brillante a Hollywood ma lo hanno pensato per dei lavori molto particolari in situazioni critiche.

Yang dice che il robot potrebbe essere usato nella zona del disastro nucleare di Fukushima. Method-2 svolgerebbe diversi lavori di riparazione in quelle aree inaccessibili, senza conseguenze fatali, per l’essere umano.

Per l’azienda sudcoreana Method-2 è ancora un primo tentativo e gli sviluppatori stanno lavorando per migliorarne i movimenti e l’equilibrio. In alcuni gesti il robot è in effetti ancora un po’ incerto e traballante. Ma gli sviluppatori si augurano di aprire la strada per il futuro di questi macchinari in diversi settori. Dalla messa in sicurezza alle grandi costruzioni. Senza escludere ovviamente il ricco mercato del cinema, con il quale hanno già diversi legami.

Yang ha dichiarato di aver investito nel progetto 200 milioni di dollari in due anni. Non è un caso che quando il robot entrerà in mercato, entro la fine del 2017, avrà un costo di poco inferiore ai nove milioni di dollari.

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mercoledì 5 luglio 2017

Civitacampomarano: la street art ridisegna il paese senza internet


Civitacampomarano, un piccolo paese che conta 410 abitanti è quasi completamente isolato da internet, a porre rimedio è l'artista Biancoshock con la sua street art ironica.
In Molise, esiste un paesino, Civitacampomarano,  dove internet non funziona per niente bene. A porre rimedio al divario digitale del piccolo borgo di 410 abitanti di epoca Sannitica, ha pensato l’artista Biancoshock che grazie all’installazione “web 0.0” ha reso il paesino al passo con i tempi. Biancoshock, che è stato invitato a fine aprile, per partecipare al festival di arte urbana CVTà Street Fest diretto da Alice Pasquini, ha spiegato che analizzando il paese è venuto a conoscenza della totale assenza o quasi della connessione internet; chiedendo lumi agli abitanti, questi non avevano la benché minima idea di che cosa si stesse parlando. Da questa scoperta è nata l’idea su cui si basa l’installazione: una street art ironica che va a rimpiazzare le app digitali come youtube, Whatsapp, Facebook e altri, con una semplice cabina telefonica, con un tavolino di un bar o con la cassetta della posta.

Nel belvedere del paesino, con tanto di panchine per ammirarla, vi è collocata una cabina telefonica, avvistamento più unico che raro di questi tempi, ma gli abitanti pare che abbiano deciso di utilizzarla per comunicare all'esterno: né più né meno come Whatsapp.


La farmacia del paese riporta il logo di Avast, un famoso e molto apprezzato antivirus: se siete infetti o malati sapete quindi dove andare!


Il logo di Ebay è stato affisso su un alimentari; sicuramente meno asettico della piattaforma digitale e decisamente il luogo migliore per fare acquisti ed eventualmente chiedere il rimborso di un prodotto prima di tornare a casa.


La cassetta della posta è stata contrassegnata con il simbolo di Gmail, uno dei servizi di posta elettronica più utilizzati; sicuramente il piccolo paese non sarà invaso da spam e lettere indesiderate.


Il tavolo di un bar o di un ristorante con il logo di google, il famoso motore di ricerca, un centro di scambio di informazioni nel mondo reale; quale miglior posto per uno scambio di idee e di informazioni di una caffetteria?


Una panchina color azzurro vicino un cartello con il logo di Twitter ci porta indietro nel tempo quando per “spifferare” non occorrevano mouse e tastiera, ma semplicemente aprire la porta di casa e incontrare l'amico o l'amica di turno per una sana chiacchierata.


Al numero 31 di una abitazione, vicino all'insegna “wikipedia” risiede una anziana signora, l'ironia è volta ad individuare le persone anziane come custodi della conoscenza e della saggezza.


Una serie di sedie con il logo di youtube in un locale della pro loco, dove i paesani possono guardare insieme e in santa pace la finale di Champions League.

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domenica 25 giugno 2017

Chrome è leno? Cambia le impostazioni


Se Google Chrome è lentissimo, basterà installare delle estensioni per gestire al meglio il numero di pagine aperte o disattivare l'accelerazione hardware
La nuova versione Chrome permette di consumare meno batteria anche con diverse schede aperte contemporaneamente. Si tratta di un passo in avanti, ma gli utenti possono mettere in pratica altri piccoli trucchi per rendere più efficiente Chrome.
Come abbiamo già sottolineato più volte, Chrome in passato gestiva in maniera meno efficiente, rispetto ad ora, le schede in background e questo causava un consumo elevato della batteria dei nostri vari dispostivi portatili. Google recentemente ha messo mano a questo difetto, e sembra aver trovato un giusto compromesso con l’aggiornamento del suo browser. Ci sono però alcuni accorgimenti che chiunque può mettere in pratica per migliorare l’efficienza di Google Chrome e al tempo stesso non andare a intaccare le prestazioni e l’autonomia del portatile.
Aggiornare il browser
La primissima cosa da fare è verificare la versione in uso di Chrome. Per farlo basta digitare chrome://help/ nella barra di ricerca e si verrà indirizzati all’apposita pagina del browser. In questo modo vedremo una dicitura che ci indica la versione usata, e potremo anche aggiornare il browser. Se non lo abbiamo bloccato in precedenza, l’aggiornamento avverrà in automatico e noi dovremo solo riavviare il browser per avere l’ultima versione a disposizione. Capire che Chrome è aggiornato è facilissimo basta guardare la voce “Google Chrome è aggiornato”, che appare sotto la descrizione della versione usata.
Verificare le estensioni
Più estensioni e più schede utilizziamo e maggiori saranno i consumi di Chrome sulla batteria del nostro dispositivo. Prima di prendere una scelta drastica e chiudere tutte le tab aperte controlliamo attraverso il task manager integrato sul browser quali schede consumano più CPU e RAM. Trovare task manager è semplicissimo, apriamo il menu, selezioniamo la voce Altri Strumenti e infine clicchiamo sulla dicitura Task Manager. Per fermare le schede e le estensioni che consumano di più basta cliccare su “termina processo”.
Accelerazione hardware
Tra le impostazioni di Chrome troviamo anche la funzione per l’accelerazione dell’hardware che permette di migliorare le prestazioni del browser Google. Per alcuni esperti, però, questa funzione in realtà non aiuta ma anzi diminuisce le prestazioni e aumenta il consumo, mentre per altri è molto utile. L’unico metodo per scoprirlo è testarla sul proprio computer. Farlo è semplice, apriamo il menu (ovvero l’icona a tre puntini verticali in alto a destra) e andiamo alla voce Impostazioni. A questo punto scorriamo la pagina che si aprirà e andiamo all’ultima dicitura presente: “Mostra Impostazioni avanzate”. Ora vedremo la dicitura Usa accelerazione hardware quando disponibile, e attiviamola premendo sulla spunta. A questo punto dovremo riavviare il browser per rendere effettivi i cambiamenti.
Reset
Se le tecniche illustrate in precedenza non hanno aiutato nel migliorare le prestazioni e i consumi del browser allora potremo pensare di effettuare un Reset. Il pulsante per il reset si trova in Impostazioni avanzate esattamente sotto la voce per l’accelerazione dell’hardware. Per svolgere l’operazione basta cliccare su “Ripristino delle Impostazioni”, e poi su Ripristina per confermare l’azione.

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domenica 4 giugno 2017

Chris Dancy, l'uomo cibernetico più connesso al mondo


Considerato uno dei visionari più influenti, Dancy sostiene che la quantità di informazioni acquisite da wearable e smartphone un giorno migliorerà la vita
Se c’è una persona che conosce meglio degli altri cosa significhi oggi essere connessi è Chris Dancy, un uomo che vive ormai da anni circondato dalla tecnologia. Scelta che è valsa a Chris Dancy l’appellativo di “Uomo più connesso della terra”.

Chris Dancy è balzato agli onori della cronaca per aver iniziato a tracciare ogni minimo movimento della sua esistenza, indossando numerosi wearable e diversi sensori. Dancy sostiene che i dati raccolti l’hanno aiutato a capire molte cose della sua vita. In particolare, gli hanno permesso di comprendere come migliorarla. Secondo le previsioni del visionario, in futuro la tecnologia dovrà servire per prevenire molte malattie. Una teoria che basa le sue fondamenta attorno alla quantità stratosferica di informazioni che oggi tutti i dispositivi mobili sono in grado di raccogliere sulle abitudini e sui comportamenti delle persone. E nella maggior parte dei casi neanche lo sappiamo.

L’uomo da 700 sensori

Un soprannome, verrebbe da dire, guadagnato sul campo. Chris Dancy, infatti, utilizza 700 tra sensori, dispositivi, applicazioni e altri strumenti per tracciare, registrare e analizzare dati di varia natura. In questo modo, Dancy ricava informazioni altrimenti “invisibili” a “occhio nudo” ed è in grado di applicare correttivi che migliorino la sua qualità di vita, sia da un punto di vista fisico sia da un punto di vista psichico.
Prevenire è meglio che curare
Per Dancy dovremmo prestare più attenzione a questi dati e utilizzarli per ottimizzare il nostro benessere. Il visionario fa l’esempio delle app contapassi che dovrebbero utilizzare un approccio meno ansioso e più propositivo. Le informazioni raccolte possono aiutarci a capire quanto tempo dedichiamo allo sport, quante volte andiamo al ristorante. Oppure cosa mangiamo. Dati che se valutati in maniera critica possono migliorare il nostro stile di vita. Dancy fa delle previsioni riguardo al futuro della medicina che dipenderà soprattutto dalla prevenzione. E i wearable giocheranno un ruolo di primaria importanza, anche perché, secondo “l’Uomo più connesso della terra”, questi device diventeranno sempre meno costosi e più piccoli.

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martedì 30 maggio 2017

Telecamera di sicurezza a costo zero


Creare un impianto di videosorveglianza domestico non è un compito arduo, né costoso. Basta avere qualche vecchio smartphone da riciclare e un po' di pazienza
Una delle componenti chiave della smart home è, senza ombra di dubbio, la sicurezza. La connettività e sensori vari (di movimento, ma non solo) consente infatti di dotare la propria abitazione di un sistema d’allarme hi-tech ed estremamente funzionale spendendo appena qualche centinaio di euro.

Sarà sufficiente acquistare il modello di impianto di videosorveglianza IP che fa al proprio caso – se ne trovano a decine ormai – e installarlo nei punti nevralgici di casa: di fronte la porta di ingresso e le finestre, ma anche nei luoghi di “transito” obbligatori. Volendo, però, non è neanche necessario acquistare una telecamera IP di sicurezza: sarà sufficiente ritrovare in qualche cassetto un vecchio telefonino e il gioco è fatto. Sembrerà strano dirlo, infatti, ma uno smartphone ha tutto quello che serve per essere utilizzato a mo’ di telecamera di sicurezza: un sensore fotografico versatile, sensori di movimento di ultima generazione e connettività web ad alta velocità.
Caratteristiche che rendono un vecchio smartphone la miglior videocamera di sicurezza economica disponibile sul mercato. A costo praticamente zero avrete una telecamera IP funzionante e funzionale che nulla avrà da invidiare agli altri modelli disponibili sul web e nei negozi di elettronica di consumo.

Inoltre, Manything si integra alla perfezione con IFTTT (acronimo di If This Than That, servizio-app che consente di automatizzare centinaia di funzioni sullo smartphone a seconda di alcune condizioni) e consente di avviare automaticamente le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza IP tramite SMS o a seconda della nostra localizzazione GPS: sarà possibile impostare una ricetta grazie alla quale mettere in funzione lo smartphone-telecamera solo se ci si allontana da casa.
Cosa serve per iniziare
Per funzionare correttamente, Manything deve essere installato su un dispositivo compatibile con iOS 6.0 o Android 4.2. Ciò vuol dire che sarà sufficiente avere un iPhone 4 o un telefonino Android vecchio di tre o quattro anni per poterne sfruttare le funzionalità a mo’ di telecamera di sicurezza.
Una volta installata sul dispositivo, si potrà iniziare la procedura di configurazione creando un profilo personale: vista l’importanza del servizio, si consiglia di creare una password sicura ed efficace, così da mettere al sicuro le immagini della propria abitazione. Completato questo passaggio preliminare, si dovrà premere su “Camera”, così da aggiungere lo smartphone in uso all’interno del proprio account e poterlo utilizzare per le riprese di sicurezza. Quando lo richiede, garantire a Manything i permessi per accedere alla fotocamera e al microfono, così che l’app sia effettivamente in grado di funzionare come telecamera IP economica.
A questo punto sarà sufficiente premere sul pulsante rosso per mettere in funzione l’app: sullo schermo appariranno le immagini riprese dal sensore fotografico del telefonino, in modo che si possa sistemare al meglio il dispositivo e inquadrare la porzione di casa che interessa. Da questo momento in avanti, la fotocamera si attiverà ogni qualvolta una persona o un animale si troverà a transitare di fronte al sensore di movimento del dispositivo (oppure ogni volta che l’utente farà l’accesso da remoto per controllare la situazione). Da notare che la registrazione continua è disponibile per chi decide di sottoscrivere un abbonamento, così come il salvataggio nel cloud delle registrazioni degli ultimi giorni (da due a trenta a seconda del piano scelto).

Nel caso si vorranno aggiungere più smartphone e realizzare un vero e proprio sistema di videosorveglianza (anche in questo caso, però, si sta parlando di un’opzione disponibile nei piani a pagamento e non nella versione gratuita di Manything) sarà sufficiente scaricare l’app, effettuare il login con lo stesso account e aggiungere la nuova fotocamera alla propria configurazione domestica.
Posizionare il telefono
Il processo di configurazione, però, servirà a ben poco se non si posiziona per bene il telefono. Basta un piccolo errore nell’inquadratura, infatti, per inficiare e rendere inutile tutto il lavoro fatto sino a questo momento. Prima di tutto, è necessario che il telefono sia posizionato nelle vicinanze di una presa della corrente, così che possa funzionare continuativamente senza paura che la batteria si scarichi e lasci l’utente senza protezione domestica.

Inoltre, è necessario che il telefono sia posizionato in orizzontale, così che la fotocamera possa effettuare riprese in modalità panorama e offrire una vista più ampia della stanza nella quale è posizionata. Affinché ciò sia possibile, sarà necessario acquistare un piccolo treppiede per smartphone: il costo è di pochi euro (una decina, indicativamente, a seconda del modello che si decide di comprare) e permetterà di tenere in piedi la nostra telecamera di sicurezza IP a costo zero. Inoltre, per ampliare il campo visivo dell’obiettivo, si può decidere di acquistare degli obiettivi fotografici per smartphone: acquistando un grandangolo, ad esempio, si sarà in grado di arrivare a 160° o poco meno.
Se si dovesse optare per l’acquisto di obiettivi supplementari sarà d’obbligo – o quasi – l’utilizzo della fotocamera posteriore. Una scelta naturale anche in caso non si valuti alcun acquisto: dotate generalmente di una risoluzione migliore rispetto alle fotocamere frontali, quelle posteriori possono contare anche sull’apporto del flash, che potrà essere attivato di notte nel caso le condizioni di luce non siano le migliori per rilevare movimenti o per realizzare filmati della situazione in corso.
Come controllare telecamera sicurezza IP
Una volta che l’impianto di sorveglianza è configurato e connesso a Internet e lo smartphone messo in posizione strategica, arriva il momento del test. Se tutto è andato come nelle previsioni, infatti, sarà possibile accedere al flusso di immagini da un altro smartphone o dal computer dell’ufficio.

Dall’applicazione per telefonino sarà sufficiente avviare l’app, effettuare il login con le proprie credenziali e, anziché passare alla modalità registrazione si dovrà accedere alla modalità Viewer. Qui si avrà una visuale completa delle varie telecamere di sicurezza sincronizzate con il proprio account e si potrà passare dall’una all’alta inquadratura (in caso di più smartphone sincronizzati, ovviamente) semplicemente toccando i vari riquadri. Per ogni telecamera selezionata si potrà accedere allo streaming video in diretta e al registro di ciò che è accaduto nelle ore passate (registrazioni video e istantanee) così da controllare cosa sia successo mentre non eravamo in casa.

Discorso analogo per l’accesso dal web. Sarà sufficiente accedere al proprio profilo con un browser dotato di plugin Flash player e il gioco è fatto: si potranno visualizzare i vari smartphone che costituiscono il proprio impianto di videosorveglianza a costo zero e accedere allo storico delle registrazioni delle ore precedenti.

Quanto visto sinora permette a Manything di “eguagliare” le funzionalità solitamente offerte da altri sistemi di videosorveglianza domestici presenti sul mercato. Grazie alla già citata integrazione con If This Than That, però, gli utenti che scelgono il fai da te della sicurezza potranno attivare e disattivare a distanza il loro impianto; potranno avviarlo a orari prestabiliti e molto altro ancora. Per avere accesso a queste e moltissime altre funzionalità avanzate sarà sufficiente installare IFTTT sullo smartphone e aggiungere Manything all’interno del proprio profilo: si potrà così accedere alla galleria delle ricette già confezionate e degli altri servizi o applicazioni cui è possibile associare Manything.
 
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giovedì 18 maggio 2017

10 programmi gratuiti da installare sul computer


Non sempre è necessario acquistare un software, molto spesso sono disponibili dei programmi gratuiti per il computer che svolgono le stesse funzioni
Comprare un nuovo computer è sempre un acquisto importante e che va fatto con attenzione. Eppure la nostra esperienza finale con il dispositivo può non essere influenzata unicamente dalle sue caratteristiche tecniche. Spesso sono i programmi a fare la differenza.
Esistono, ovviamente, un’infinità di software: molti a pagamento e alcuni gratuiti. Esiste un software praticamente per ogni settore dall’editing video, all’ascolto della musica fino alla scrittura dei testi. Grazie al lavoro di semplici utenti, spesso i programmi sono gratuiti e non è necessario acquistarli. Gratuito su Internet non vuol dire truffa, anzi. Alcune aziende sviluppano dei programmi open-source per farsi conoscere nell’ambiente, altre, invece, sviluppano dei software gratuiti per far provare ai clienti il servizio alcune funzionalità e poi offrono un pacchetto a pagamento. Infine esistono progetti di privati nati open source e che hanno fatto successo.
Spotify
Spotify è un’app da avere sul computer e su tablet se siamo grandi amanti della musica. Potremo scegliere tra una libreria di brani molto ampia e sempre aggiornata. Usare l’opzione naviga per scoprire nuove playlist, ascoltare le hit del momento e controllare, tramite la sincronizzazione con Facebook, cosa stanno ascoltando i nostri amici. Ovviamente potremo creare anche noi delle playlist. Rispetto all’app per smartphone, senza la versione a pagamento su PC non si hanno limitazioni nelle scelte dei brani, anche se resta la pubblicità.
Last Pass
Un password manager è il miglior modo per gestire le proprie credenziali dei social network e degli account di posta elettronica. Ultimamente c’è stata polemica su questi servizi e alcuni esperti hanno anche iniziato a considerarli come poco sicuri. Inoltre, per molti le password classiche sono un sistema superato e bisognerebbe usare l’autenticazione a due fattori o metodi d’accesso alternativi. Detto questo, Last Pass è un’app per la gestione delle password che svolge alla grande il suo dovere. Il programma è disponibile anche su smartphone Android e iOS.
VLC
È difficile trovare un lettore di contenuti multimediali performante come VLC Media Player. È vero negli ultimi tempi Microsoft ha deciso di lavorare sodo su questo campo, ma VLC resta ancora la miglior scelta possibile tra i programmi gratuiti. Anche perché è un programma disponibile per qualsiasi dispositivo. Con questo servizio potremo riprodurre contenuti multimediali salvati in qualsiasi formato.
AVG Free
Un antivirus è un programma da avere per forza. La sicurezza informatica quando usiamo dei dispositivi elettronici va sempre messa al primo posto. Se non possiamo spendere troppo per un pacchetto anti-malware la scelta da prendere in considerazione è quella di installare AVG Free. Come si intuisce dal nome si tratta di un antivirus gratuito. Protegge anche la nostra casella email e inoltre si aggiorna automaticamente. Se abbiamo un computer con Windows 10 l’alternativa è attivare Windows Defender, presente di default sul PC.
CC Cleaner
Appena comprato il nostro PC sarà performante e veloce, dopo un po’ di utilizzo però inizieremo a vedere l’accumularsi di file inutili che intaseranno il nostro spazio di archiviazione. Per ovviare a questo problema basta usare un programma come CC Cleaner. Basta una scansione e il programma individua i file inutile che stanno rallentando il nostro computer e ci suggerisce quali cancellare. Esiste anche un pacchetto a pagamento, dove non c’è bisogno di fare scansioni manuali ma è l’app a farle in maniera ciclica.
Microsoft OneDrive o Dropbox
Restando in tema di spazio di memoria, al giorno d’oggi è impensabile accumulare tutti i nostri documenti, le nostre foto e video in un unico dispositivo. Per questo è consigliabile l’uso di un servizio di cloud storage. OneDrive è il servizio offerto da Microsoft e fornisce 5GB di memoria gratuitamente. Certo non si tratta di uno spazio enorme ma è comunque un inizio. L’alternativa, molto usata soprattutto in ambienti lavorativi per la condivisione di file con i colleghi, è Dropbox.
Adobe Acrobat Reader DC
Se usiamo e inviamo spesso dei file in PDF questa è l’app che fa per noi. In maniera gratuita ci permette di modificare, compilare e firmare un file PDF in arrivo. C’è anche l’abbonamento a pagamento. Per poco meno di sei euro al mese potremo anche convertite i file PDF in documenti Word. Anche Microsoft Edge offre dei servizi simili e in più non è a pagamento.
Amazon Kindle
No, non siamo usciti di senno. Non tutti lo sanno ma Amazon Kindle ha anche un’app per desktop da utilizzare direttamente dal proprio computer per leggere e scaricare i libri preferiti e le migliori novità sul mercato. Esistono anche migliaia di titoli completamente gratuiti, dagli scritti degli autori emergenti sino ai grandi classici.
Lightworks
Se ci piace creare dei collage con foto e video ma non abbiamo intenzione di spendere dei soldi per comprare Adobe Premiere Elements, allora la soluzione è Lightworks. Questo programma supporta tutti i formati di video e foto realizzati con gli smartphone o le varie fotocamere. Ma sarà anche possibile usare file scaricati da YouTube o da Vimeo. C’è anche una versione a pagamento che offre il supporto 4K.
LibreOffice
Avere un programma per la creazione di testi, presentazioni e fogli di calcolo e la base per ogni computer. Non tutti però possono permettersi un abbonamento a Microsoft Office 365. Per fortuna esistono diverse alternative gratuite. La migliore è LibreOffice: crea dei documenti che possono essere aperti anche da chi possiede Office senza quasi nessun cambio di formattazione. Altrimenti si potrebbe usare anche FreeOffice 2016.

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lunedì 8 maggio 2017

Cyberbullismo, il 58% dei giovani ha incontrato autore minaccia online



Il 51% delle persone ha incontrato dal vivo l'autore di una minaccia online, la percentuale sale al 58% tra i più giovani. E' il dato allarmante che emerge dallo studio Microsoft Digital Civility Index che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti in 14 Paesi, rispetto all'educazione civica digitale e alla sicurezza online.

E' stato presentato a Roma in occasione del Safer Internet Day durante l'incontro "Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete", organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell'Assessorato Roma semplice. Hanno preso parte oltre 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. La ricerca ha esaminato l'esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: di comportamento, di reputazione, invadenze sessuali e personali. E' risultato che il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Si sale al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

Tra le conseguenze principali dell'aver corso dei rischi online, oltre ad un generale aumento del livello di stress (il 23% si dichiara più stressato), la ricerca evidenzia due reazioni rilevanti: il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale, il 18% ha perso un amico. Infine, il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media, mentre il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

"Con il Digital Civility Index Microsoft intende promuovere l'educazione civica 4.0 specialmente tra i giovani. E' un invito a far sì che Internet sia accessibile e più sicuro con il contributo di tutti", dice Paola Andreozzi Responsabile Philanthrophies di Microsoft Italia. "Aumentare le attività di formazione dedicata e di sensibilizzazione degli studenti, ma anche dei genitori e dei docenti è essenziale per fornire tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la Rete può nascondere e fare in modo che Internet possa rappresentare un'opportunità e non un limite", spiega Nunzia Ciardi, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Per l'assessora a Roma Semplice Flavia Marzano, "il digitale impone una nuova educazione civica e una nuova consapevolezza degli strumenti utilizzati. Da questo punto di vista la scuola riveste un ruolo centrale perché deve educare ad un uso responsabile delle nuove tecnologie. Per questo tra le priorità dell'Assessorato Roma Semplice c'è la diffusione della cultura digitale che promuoviamo attraverso il progetto dei Punti Roma Facile, spazi assistiti di facilitazione digitale sul territorio, dove teniamo seminari gratuiti dedicati a vari temi tra cui la sensibilizzazione sui rischi connessi all'utilizzo della Rete".

"La vera sfida educativa - sottolinea Mirta Michilli, Direttore Generale di Fondazione Mondo Digitale - è usare la tecnologia per sviluppare atteggiamenti e comportamenti coerenti, rispettosi, sostenibili". "De Agostini Scuola valorizza e promuove l'uso delle nuove tecnologie, pur non sottovalutandone i rischi", dichiara Gian Luca Pulvirenti, Presidente di De Agostini Scuola.

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